Draghi positivo: la ripresa è iniziata

“Ci sono segni di stabilizzazione nell’economia dell’Eurozona”. Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Bce, al termine del direttivo della Banca Centrale Europea, che però raccomanda cautela in quanto “lo scenario economico è ancora soggetto a rischi a ribassi legati a nuove tensioni sul mercato del debito europeo e le possibili conseguenze sull’economia reale".
6 AGO 20
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“Ci sono segni di stabilizzazione nell’economia dell’Eurozona”. Lo ha detto Mario Draghi, presidente della Bce, al termine del direttivo della Banca Centrale Europea, che però raccomanda cautela in quanto “lo scenario economico è ancora soggetto a rischi a ribassi legati a nuove tensioni sul mercato del debito europeo e le possibili conseguenze sull’economia reale". Uno scenario tutto sommato positivo, a detta di Draghi, che ha espresso fiducia nel 2012, anno in cui è prevista una ripresa economica graduale: “Le maxi aste di rifinanziamento a tre anni della Bce – continua il presidente – per un importo complessivo di circa 1.000 miliardi, hanno avuto un impatto positivo e continueranno a sostenere l'Eurozona”. Il prossimo passo è l'impegno della Banca Centrale Europea alla stabilità dei prezzi a fronte dell’inflazione che si attende in prossimità del 2 per cento, spinta dalla crescita dei prezzi dell'energia.

E il rapporto con i governi dell'Eurozona? Siamo tutti sulla stessa barca, dice Draghi, quindi combattere non serve: “Molti governi dell'area euro hanno fatto progressi nel consolidamento fiscale e nelle riforme strutturali. Ora è fondamentale andare avanti con le riforme strutturali”. Per quanto riguarda un ipotetico piano B, alternativo rispetto all’acquisto dei bond dei Paesi in difficoltà, la risposta è una soltanto: “Avere un piano B significherebbe ammettere un fallimento. Noi non abbiamo fallito”. L'auspicio della Banca centrale è uno solo: poter tornare alle normali politiche, dopo un periodo di “misure non convenzionali per tempi non convenzionali”.