Brunetta il Terribile
Simpatico, ecco, proprio simpatico magari no. Ma qualche soddisfazione, onestamente – pur associata a costante bruciore di stomaco – Renato Brunetta sempre la dà. Accendere la tv e vederlo all’opera può produrre due contrastanti reazioni: fuga verso una programmazione meno tempestosa e più rassicurante (genere: “Spartacus: sangue e sabbia”, “Human target”), oppure una sorta di stupore estatico/godurioso (tipo: la cresta gialla di Balotelli, e mica a caso Brunetta a Balotelli, nella sciagura discriminatoria, si paragonò).
6 AGO 20

Simpatico, ecco, proprio simpatico magari no. Ma qualche soddisfazione, onestamente – pur associata a costante bruciore di stomaco – Renato Brunetta sempre la dà. Accendere la tv e vederlo all’opera può produrre due contrastanti reazioni: fuga verso una programmazione meno tempestosa e più rassicurante (genere: “Spartacus: sangue e sabbia”, “Human target”), oppure una sorta di stupore estatico/godurioso (tipo: la cresta gialla di Balotelli, e mica a caso Brunetta a Balotelli, nella sciagura discriminatoria, si paragonò). Da Fabio Fazio, l’altra sera, il capogruppo pidiellino è stato fenomenale. Là, dove tutti mozartianamente si danno la mano, si danno di gomito, si baciano/abbracciano/complimentano, cenacolo e ritrovo e tavernetta casalinga dei mejo italiani, in tre inauditi minuti Renato Brunetta ha messo i piedi sul tavolo, il dito nell’occhio, le mani nel piatto. Insopportabile. Implacabile. Imperdibile. Affondato nella poltrona, scravattato e con la pettinatura come quelle in foto sulle vetrine degli acconciatori – s’intuisce lavoro di phon e perizia – sormontato da Fazio con la sua solita espressione finta-benevola da dio Ganesh, ne ha spazzolato l’innovativa barbetta con i cinque milioni del suo contratto (si capisce: benissimo investiti). L’espressione di Fabio-Ganesh si è messa immediatamente a fare surf tra l’indignazione (espressa) e l’incazzatura (repressa) – e tutto un batti e ribatti di Rai e servizio pubblico e pubblicità che ripaga (ah, se ripaga!), e nulla costa e tutto dà. Fabio Fazio: un pelo, e si sfiorava il bene nazionale e l’interesse superiore del paese. Marachella, petardo gettato in mezzo alla solenne funzione, monelleria da puteo. Brunetta sta diventando temibile negli studi televisivi quasi come il suo alter ego Balotelli in campo (“Immarcabile”, titolava ieri il Corriere parlando del secondo, e in piccolo andava bene pure per il primo): si mette di fronte al conduttore di gran successo, di buon contratto, di eccelsa sensibilità democratica tendenza sinistra, e comincia a fissare come un Jack Russell pronto all’assalto del polpaccio – magari tra gondoete di plastica vendute in gioventù, siori che mangiavano il gelato a San Marco e la pesante rinuncia al Nobel. Implacabile. Inguardabile. Imperdibile. Non si fa, davvero così non si fa, onorevole Brunetta. Però che gusto, quando così si fa.