Lo spread sotto 230
Banca d'Italia (cautamente ottimista) vede la ripresa a fine anno
Rallenta l'aumento della disoccupazione, si intravedono segnali di stabilizzazione economica anche se la congiuntura rimane debole in confronto al resto dell'area dell'euro e l'evoluzione nei prossimi mesi rimane incerta in assenza di una stabilità del quadro interno. A sottolinearlo è il bollettino mensile della Banca d’Italia in cui si fa presente che, “se nel secondo trimestre del 2013 il numero di persone in cerca di occupazione è stato pari a circa 3,1 milioni "la caduta dell'occupazione, intensa nel primo trimestre di quest'anno, si è attenuata nel secondo e il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12 per cento nel secondo trimestre, aumentando in misura più contenuta rispetto a quelli precedenti".
6 AGO 20

Rallenta l'aumento della disoccupazione, si intravedono segnali di stabilizzazione economica anche se la congiuntura rimane debole in confronto al resto dell'area dell'euro e l'evoluzione nei prossimi mesi rimane incerta in assenza di una stabilità del quadro interno.
A sottolinearlo è il bollettino mensile della Banca d’Italia in cui si fa presente che, “se nel secondo trimestre del 2013 il numero di persone in cerca di occupazione è stato pari a circa 3,1 milioni”, (il valore più elevato dal 1992, anno di inizio delle serie storiche destagionalizzate definite secondo criteri internazionali), "la caduta dell'occupazione, intensa nel primo trimestre di quest'anno, si è attenuata nel secondo e il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12 per cento nel secondo trimestre, aumentando in misura più contenuta rispetto a quelli precedenti".
Il miglioramento della fase ciclica riflette "la ripresa delle esportazioni, cui si associano segnali più favorevoli per l'attività di investimento" – prosegue il bolletino di Palazzo Koch - ma la spesa delle famiglie, "è ancora frenata dalla debolezza del reddito disponibile e dalle difficili condizioni del mercato del lavoro". "Negli ultimi mesi, anche in virtù del miglioramento del ciclo economico europeo, sono emersi per l'economia italiana alcuni segnali qualitativi positivi, il giudizio delle imprese sulle condizioni per investire è migliorato, tornando su valori prossimi a quelli precedenti la crisi dell'estate del 2011, sia nell'industria sia nei servizi".
In previsione, se l'attività economica restasse sul livello raggiunto nel secondo trimestre dell'anno, “nel complesso del 2013 il prodotto diminuirebbe dell'1,9 per cento”. Nel secondo trimestre il Pil è diminuito dello 0,3 per cento rispetto al periodo precedente, "un calo decisamente più contenuto rispetto ai due trimestri precedenti" (-0,6 per cento nel I trimestre 2013 e -0,9 per cento nel IV trimestre 2012). Gli indicatori congiunturali disponibili, segnala Banca d’Italia, “indicano che nei mesi estivi il Pil si sarebbe stabilizzato. In agosto e, secondo le nostre valutazioni, in settembre si è ridimensionato il calo della produzione industriale e i sondaggi qualitativi condotti presso le imprese in settembre segnalano un minor pessimismo".
Per quel che riguarda i titoli di stato, Palazzo Koch riferisce che "le condizioni sul mercato dei titoli di Stato sono migliorate dall'estate, riflettendo anche il rafforzamento delle prospettive di crescita dell'area dell'euro; restano, tuttavia, esposte all'evoluzione del quadro interno. Per l'anno in corso e per il 2014 il quadro macroeconomico delineato dal Governo presenta limitati scostamenti” rispetto alle previsioni redatte dalla Banca d’Italia lo scorso luglio “che hanno trovato alcune conferme nelle informazioni congiunturali successive. Per gli anni 2015-17, conclude il bollettino, si delinea "una crescita superiore alle previsioni di consenso, in quanto assume il pieno realizzarsi degli effetti delle riforme strutturali introdotte nel passato biennio e un significativo miglioramento degli spread sui nostri titoli di Stato". Il concretizzarsi di queste ipotesi "richiederà la stabilità del quadro interno e la continuità del processo di riforma".
A sottolinearlo è il bollettino mensile della Banca d’Italia in cui si fa presente che, “se nel secondo trimestre del 2013 il numero di persone in cerca di occupazione è stato pari a circa 3,1 milioni”, (il valore più elevato dal 1992, anno di inizio delle serie storiche destagionalizzate definite secondo criteri internazionali), "la caduta dell'occupazione, intensa nel primo trimestre di quest'anno, si è attenuata nel secondo e il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 12 per cento nel secondo trimestre, aumentando in misura più contenuta rispetto a quelli precedenti".
Il miglioramento della fase ciclica riflette "la ripresa delle esportazioni, cui si associano segnali più favorevoli per l'attività di investimento" – prosegue il bolletino di Palazzo Koch - ma la spesa delle famiglie, "è ancora frenata dalla debolezza del reddito disponibile e dalle difficili condizioni del mercato del lavoro". "Negli ultimi mesi, anche in virtù del miglioramento del ciclo economico europeo, sono emersi per l'economia italiana alcuni segnali qualitativi positivi, il giudizio delle imprese sulle condizioni per investire è migliorato, tornando su valori prossimi a quelli precedenti la crisi dell'estate del 2011, sia nell'industria sia nei servizi".
In previsione, se l'attività economica restasse sul livello raggiunto nel secondo trimestre dell'anno, “nel complesso del 2013 il prodotto diminuirebbe dell'1,9 per cento”. Nel secondo trimestre il Pil è diminuito dello 0,3 per cento rispetto al periodo precedente, "un calo decisamente più contenuto rispetto ai due trimestri precedenti" (-0,6 per cento nel I trimestre 2013 e -0,9 per cento nel IV trimestre 2012). Gli indicatori congiunturali disponibili, segnala Banca d’Italia, “indicano che nei mesi estivi il Pil si sarebbe stabilizzato. In agosto e, secondo le nostre valutazioni, in settembre si è ridimensionato il calo della produzione industriale e i sondaggi qualitativi condotti presso le imprese in settembre segnalano un minor pessimismo".
Per quel che riguarda i titoli di stato, Palazzo Koch riferisce che "le condizioni sul mercato dei titoli di Stato sono migliorate dall'estate, riflettendo anche il rafforzamento delle prospettive di crescita dell'area dell'euro; restano, tuttavia, esposte all'evoluzione del quadro interno. Per l'anno in corso e per il 2014 il quadro macroeconomico delineato dal Governo presenta limitati scostamenti” rispetto alle previsioni redatte dalla Banca d’Italia lo scorso luglio “che hanno trovato alcune conferme nelle informazioni congiunturali successive. Per gli anni 2015-17, conclude il bollettino, si delinea "una crescita superiore alle previsioni di consenso, in quanto assume il pieno realizzarsi degli effetti delle riforme strutturali introdotte nel passato biennio e un significativo miglioramento degli spread sui nostri titoli di Stato". Il concretizzarsi di queste ipotesi "richiederà la stabilità del quadro interno e la continuità del processo di riforma".