Stanno smantellando le riforme

La bocciatura bipartisan del decreto contenente i tagli alle regioni e agli enti locali è soltanto la ciliegina su una torta avvelenata che il Parlamento sta facendo ingollare al governo e alla credibilità internazionale dell’Italia. Per chi non se fosse accorto, è in atto un tentativo di smantellare – per via bicamerale e di Palazzo – i punti qualificanti del riformismo montiano in materia di conti pubblici e sistema del lavoro.
5 AGO 20
Immagine di Stanno smantellando le riforme
La bocciatura bipartisan del decreto contenente i tagli alle regioni e agli enti locali è soltanto la ciliegina su una torta avvelenata che il Parlamento sta facendo ingollare al governo e alla credibilità internazionale dell’Italia. Per chi non se fosse accorto, è in atto un tentativo di smantellare – per via bicamerale e di Palazzo – i punti qualificanti del riformismo montiano in materia di conti pubblici e sistema del lavoro. Dopo il clamoroso voto in commissione, in base al quale il dossier esodati verrebbe risolto con una super tassa che già sta facendo fuggire le imprese dai confini nazionali, ieri i partiti hanno respinto al mittente il provvedimento sui costi della politica e in più si sono riaggiudicati quei 600 milioni di risparmi previsti per la spesa sanitaria nel 2013 (ufficialmente dicono di voler rientrare dei soldi con tagli lineari ai ministeri).
Non si tratta più, a questo punto, di correzioni in ordine sparso e concordate con l’esecutivo: ci troviamo al cospetto di un moto controriformista (con il debito pubblico a 126,1 per cento, roba da matti) che rende indispensabile un intervento del presidente Napolitano. Prima ancora che sulla legge elettorale, prima di ridiventare i sorvegliati speciali dall’Europa, attendiamo un messaggio tonante dal Quirinale alle Camere.