Rivoluzione nucleare in Germania
La Germania fermerà il suo ultimo reattore nucleare nel 2022, diventando così la prima potenza industriale a rinunciare all'energia atomica. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Ambiente tedesco. I tre reattori più moderni del paese si fermeranno al più tardi a fine 2022, ha dichiarato il ministro Norbert Rottgen (Cdu) dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel. Leggi Così Merkel usa la crisi del nucleare per trasformare la Germania nel centro dell’energia rinnovabile - Leggi La “fuoriuscita dal nucleare” è la vera strategia di Berlino
5 AGO 20

La Germania fermerà il suo ultimo reattore nucleare nel 2022, diventando così la prima potenza industriale a rinunciare all'energia atomica. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Ambiente tedesco.
I tre reattori più moderni del paese si fermeranno al più tardi a fine 2022, ha dichiarato il ministro Norbert Rottgen (Cdu) dopo una riunione tra i leader della coalizione e la cancelliera Angela Merkel. Otto dei 17 reattori tedeschi già sospesi dopo la catastrofe di Fukushima non saranno più riattivati. Rottgen ha aggiunto che la decisione è "irrevocabile". L'energia nucleare garantisce attualmente il 22 per cento del fabbisogno di elettricità del paese.
Secondo un documento di fonte governativa Berlino intende raddoppiare entro il 2020 la quota di energia rinnovabile prodotta e il suo obiettivo è quello di ridurre del 40 per cento entro la stessa data le emissioni di gas serra. La Germania intende tagliare del dieci per cento l'utilizzo di elettricità.
La decisione del governo di Berlino ha aumentato le vendite in Borsa a Francoforte sulle principali società dell'energia tedesche. Le azioni del principale gruppo europeo dell'energia, E.On, hanno aperto a 19,61 euro e ora vengono scambiate sul Dax a 19,67 (-1,72 per cento). I titoli di Rwe, la quinta utility d'Europa per dimensioni, sono calate a 40,14 euro e ora quotano a 40,05 euro (-2,36 per cento). Le azioni delle compagnie energetiche tedesche sono rimaste sotto pressione negli ultimi mesi, per effetto dei segnali di crescenti preoccupazioni nell'elettorato tedesco riguardo l'energia atomica dopo il disastro nucleare di Fukushima, in Giappone.
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