La moneta unica: non è più un affare
5 AGO 20

avere dubbi sulla permanenza dell' Italia nell'Euro.Bisogna ripensare , e lo ha fatto intuire Tremonti con l' immagine del"Titanic",alla nuova Europa delle Monete, così come iniziano a dire da piùparti illustri economisti e semplici cittadini.L'inizio della crociata è partita e speriamo che il nostro paese non siail solo a chiedere una profonda revisione delle condizioni per starenell'Euro.Troppi sacrifici sono previsti per i cittadini italiani nei prossimi anni,etutti rivolti al pagamento del debito con i relativi interessi.Poco è destinato alla crescita in quanto lo spazio di manovra impostodalla moneta unica è ridotto, se non inesistente.Non possiamo soltanto far piacere, e per poco,ai nostri famelici creditorise non creiamo le condizioni per una crescita stabile e "poderosa".Ci troveremo tra pochissimo ad aver venduto( i tesori dello stato epubblici) a quattro speculatori,come avvenne con le privatizzazioni diProdi, e non aver risolto il vero problema di fondo.Insomma siamo come quei poveri creditori, sulla soglia del fallimento, cheper salvare l'immagine,speranzosi vanamente di avere altro credito,vendonopure l'oro di famiglia per salvare l'azienda dal baratro.Con l'unico risultato scontato:fallimento con zero risorse per ripartire!Negoziare, negoziare e negoziare fino allo stremo le nostre condizioni perrimanere nell'Euro è l'unica strada possibile per salvare l' Italia dalfallimento già scritto.