La maledizione del 27 e del 28 del mese
Sarà perché proprio un 27 mi hanno sfrattato dalla casa dove ho vissuto per sessant’anni. Sarà perché l’indomani, il 28, incontro all’uscita della metro il Beppe D’Avanzo, gli chiedo dove vai, ci prendiamo un aperitivo? e lui, ho un appuntamento e sono in ritardo, e si avvia verso la casa di Ilda Boccassini. Sarà dunque per questo insieme di cose che io il 27 e il 28 del mese non mi muovo, e se proprio devo muovermi appena posso mi tocco. di Raffaele Selvatico
5 AGO 20

Sarà perché proprio un 27 mi hanno sfrattato dalla casa dove ho vissuto per sessant’anni. Sarà perché l’indomani, il 28, incontro all’uscita della metro il Beppe D’Avanzo, gli chiedo dove vai, ci prendiamo un aperitivo? e lui, ho un appuntamento e sono in ritardo, e si avvia verso la casa di Ilda Boccassini. Sarà dunque per questo insieme di cose che io il 27 e il 28 del mese non mi muovo, e se proprio devo muovermi appena posso mi tocco.
D’altronde, vediamo un po’. Fu tra la notte del 27 e del 28 ottobre (del 1922) che Mussolini arrivò a Roma per la marcia e sempre tra il 27 e il 28 (nell’aprile di ventitre anni dopo) che furono uccisi, lui e Claretta Petacci, a Giulino di Mezzegra. Nella notte tra il 27 e il 28, siamo a gennaio del 1960, muore d’infarto sul treno Ivrea-Roma, Adriano Olivetti, pioniere dell’informatica, gran visionario per nulla amato da Valletta e Valerio. Due anni dopo, a gennaio, il 27, muore Salvatore Lucania alias Lucky Luciano, pedina essenziale della strategia americana in Italia fin dal 1945: lo stronca un infarto all’aeroporto di Napoli Capodichino mentre aspetta un produttore a cui ha venduto i diritti per un film sulla sua vita e sta sorseggiando una cedrata Tassoni. Il 27 ottobre dello stesso anno il Morani Soulnier pilotato da Irnerio Bertozzi con a bordo il presidente dell’Eni Enrico Mattei si schianta contro un filare di pioppi nella campagna di Bescapé. E quello stesso giorno, il più caldo della crisi dei missili, un aereo ricognitore Usa viene abbattuto dalla contraerea cubana. Il 27 aprile del 1981, a finire impallinato, fu il boss mafioso noto con il loffio titolo di principe di Villagrazia, alias Stefano Boutade.
Il 28 aprile del 1992, Craxi lascia l’Hotel Raphael tra fischi insulti e lanci di monetine. Nella notte tra il 27 e il 28 (maggio 2004) muore a Lugano Eugenio Cefis, potente boiardo di stato ed ex braccio destro di Mattei. Infine il povero Berlusconi: il 25 aprile 2009 celebra la resistenza a Onna, uno dei centri maggiormente colpiti dal terremoto, con al collo il fazzoletto della brigata Maiella. E’ un bagno di folla, un tripudio bi-partisan. Il 27 un’oscura cronista di Repubblica scrive della festa di Casoria per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia. L’indomani il 28, con un’intervista a Repubblica, Veronica Berlusconi mette tutto in piazza, parla del marito come di un malato, il drago cui uomini senza scrupoli e falsi amici offrono vergini. Ed è l’inizio della fine.
Datemi retta, meglio riposarsi il 27 e il 28 del mese. Ma se proprio avete impegni inderogabili, siate almeno prudenti, muovetevi con circospezione. E appena potete mettete una mano in tasca e datevi una toccata. Aiuta.
D’altronde, vediamo un po’. Fu tra la notte del 27 e del 28 ottobre (del 1922) che Mussolini arrivò a Roma per la marcia e sempre tra il 27 e il 28 (nell’aprile di ventitre anni dopo) che furono uccisi, lui e Claretta Petacci, a Giulino di Mezzegra. Nella notte tra il 27 e il 28, siamo a gennaio del 1960, muore d’infarto sul treno Ivrea-Roma, Adriano Olivetti, pioniere dell’informatica, gran visionario per nulla amato da Valletta e Valerio. Due anni dopo, a gennaio, il 27, muore Salvatore Lucania alias Lucky Luciano, pedina essenziale della strategia americana in Italia fin dal 1945: lo stronca un infarto all’aeroporto di Napoli Capodichino mentre aspetta un produttore a cui ha venduto i diritti per un film sulla sua vita e sta sorseggiando una cedrata Tassoni. Il 27 ottobre dello stesso anno il Morani Soulnier pilotato da Irnerio Bertozzi con a bordo il presidente dell’Eni Enrico Mattei si schianta contro un filare di pioppi nella campagna di Bescapé. E quello stesso giorno, il più caldo della crisi dei missili, un aereo ricognitore Usa viene abbattuto dalla contraerea cubana. Il 27 aprile del 1981, a finire impallinato, fu il boss mafioso noto con il loffio titolo di principe di Villagrazia, alias Stefano Boutade.
Il 28 aprile del 1992, Craxi lascia l’Hotel Raphael tra fischi insulti e lanci di monetine. Nella notte tra il 27 e il 28 (maggio 2004) muore a Lugano Eugenio Cefis, potente boiardo di stato ed ex braccio destro di Mattei. Infine il povero Berlusconi: il 25 aprile 2009 celebra la resistenza a Onna, uno dei centri maggiormente colpiti dal terremoto, con al collo il fazzoletto della brigata Maiella. E’ un bagno di folla, un tripudio bi-partisan. Il 27 un’oscura cronista di Repubblica scrive della festa di Casoria per il diciottesimo compleanno di Noemi Letizia. L’indomani il 28, con un’intervista a Repubblica, Veronica Berlusconi mette tutto in piazza, parla del marito come di un malato, il drago cui uomini senza scrupoli e falsi amici offrono vergini. Ed è l’inizio della fine.
Datemi retta, meglio riposarsi il 27 e il 28 del mese. Ma se proprio avete impegni inderogabili, siate almeno prudenti, muovetevi con circospezione. E appena potete mettete una mano in tasca e datevi una toccata. Aiuta.
di Raffaele Selvatico