Il primo milione non si scorda mai
Cade il mantra del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, uno che nel suo giornale non ha mai smesso di crederci nonostante i sommovimenti intestini nella società che possiede il quotidiano, la Rizzoli corriere della sera (Rcs Mediagroup). “Rcs è in sofferenza, ma il Corriere è solido”, diceva De Bortoli fino a due mesi fa. Purtroppo si sbagliava perché il giornale milanese non è più in realtà così “solido”, scricchiola. Per la prima volta, durante gli ultimi tre anni di una crisi economica che sta corrodendo il fragile settore dell’editoria, il Corriere della Sera ha riportato delle perdite, pari a un milione di euro, negli ultimi tre mesi. Il margine operativo era di 100 milioni nel 2010, 70 nel 2011 e circa 50 nel 2012.
5 AGO 20

Cade il mantra del direttore del Corriere della Sera, Ferruccio de Bortoli, uno che nel suo giornale non ha mai smesso di crederci nonostante i sommovimenti intestini nella società che possiede il quotidiano, la Rizzoli corriere della sera (Rcs Mediagroup). “Rcs è in sofferenza, ma il Corriere è solido”, diceva De Bortoli fino a due mesi fa. Purtroppo si sbagliava perché il giornale milanese non è più in realtà così “solido”, scricchiola. Per la prima volta, durante gli ultimi tre anni di una crisi economica che sta corrodendo il fragile settore dell’editoria, il Corriere della Sera ha riportato delle perdite, pari a un milione di euro, negli ultimi tre mesi. Il margine operativo era di 100 milioni nel 2010, 70 nel 2011 e circa 50 nel 2012. Non è stato per il calo delle copie vendute, che sono invece aumentate insieme ai ricavi dei prodotti “collaterali” infilati nel giornale. Non è stato perché il Corriere ha attaccato a testa bassa nel corso degli anni pressoché qualsiasi categoria professionale, dai tassisti ai bancari, cioè quelli che lo leggono, col rischio di perderli.
No, la fedeltà a Via Solferino rimane (anche se bisogna aspettare gli effetti dell’aumento, appena deciso, del prezzo di vendita del quotidiano da 1,50 a 1,70 euro venerdì e sabato). Il collasso è avvenuto per un drastico calo della raccolta pubblicitaria del 24 per cento. Succede nel delicato momento di un riassetto duro e sofferto di tutta la società Rcs con un mal di pancia costante da parte di alcuni soci cui è stato chiesto un aumento di capitale dall’esito tuttora “incerto”, secondo quanto comunicato in una nota del consiglio di amministrazione riunitosi ieri per approvare i conti. Il dubbio dei soci refrattari (Della Valle, Benetton, Merloni) e di quelli silenti (Pesenti, Lucchini, Rotelli) è di ricapitalizzare una società che andrà comunque messa sul mercato più in là nel tempo. Se qualcuno la vorrà. I dati dei tre mesi appena passati, comunicati ieri al mercato, segnano una perdita di 107 milioni di euro per Rcs contro i 27 persi nello stesso periodo dell’anno scorso, quasi quattro volte tanto. Forse sarà venduta la parte dello stabile dove ha sede il Corriere (salvo l’immobile storico di Via Solferino), verranno tagliati periodici e redattori. Una ristrutturazione impietosa. Ma tutto ruota attorno all’aumento di capitale: non c’è un “piano B”, e il rischio è che Rcs finisca coi libri tribunale.