I cinesi non devono sapere

Altro che umile figlio di un’insegnante di un villaggio sperduto nel nord della Cina e di un allevatore di maiali condannato ai lavori forzati. Il premier cinese uscente Wen Jiabao è ricchissimo: la sua famiglia, secondo quanto rivelato da un’inchiesta del New York Times, conterebbe su un patrimonio di “almeno 2,7 miliardi di dollari”.
5 AGO 20
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Altro che umile figlio di un’insegnante di un villaggio sperduto nel nord della Cina e di un allevatore di maiali condannato ai lavori forzati. Il premier cinese uscente Wen Jiabao è ricchissimo: la sua famiglia, secondo quanto rivelato da un’inchiesta del New York Times, conterebbe su un patrimonio di “almeno 2,7 miliardi di dollari”. Durante il decennio in cui Wen è stato primo ministro, il figlio, la figlia, il fratello minore e il cognato avrebbero trovato l’Eldorado. La reazione di Pechino non si è fatta attendere e l’accesso al sito del Nyt è stato bloccato sia nella versione cinese sia in quella inglese. Per il ministero degli Esteri si tratta di una cospirazione, di una “diffamazione dell’intera Cina”. Ancora una volta il governo cinese si dà alla censura dei siti web. Lo fa perché sa di non avere più il controllo assoluto su ciò che accade nelle periferie, dove centinaia di milioni di persone fanno i conti con condizioni di vita sempre più precarie. Sono ossessionati, a Pechino, dall’instabilità.
La temono, sono convinti che se una rivolta dovesse scoppiare in qualche remota provincia del paese prima o poi riuscirebbe a travolgere tutto. Ecco perché il segreto di stato è di routine nella politica cinese e ogni informazione riguardante i leader passa al vaglio della censura di stato. E’ stato così a settembre, quando per settimane intere il futuro presidente, l’oscuro ed enigmatico Xi Jinping – che promette riforme e benessere come faceva dieci anni fa Wen Jiabao – sparì dalla scena, senza lasciare traccia: infarto, attentato, tumore, infortunio sportivo, epurazione si disse. Per precauzione, le autorità bloccarono i motori di ricerca sul Web.