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5 AGO 20

Daniele Belisario sul sole 24 Ore!, nell’argomentare il suo “perché sì”, paragona internet ad un’autostrada o ad un editore. L’esempio non è coerente. Avrebbe dovuto dire: è un’autostrada? È una rotativa? Infatti se succede un incidente sull’autostrada nessuno (tranne casi rarissimi dovuti a deficienze “tecniche“) darà la colpa all’autostrada ma all’automobilista che l’ha causato, e così nessuno se la prenderà con la rotativa, ma con chi la utilizza per commettere reati. Questi sono mezzi, sono gli utilizzatori da condannare, non i mezzi utilizzati. Nessuno se la prenderà con il muro se qualche deficiente vi scrive un’ingiuria. Piuttosto ai gestori di internet si chiederà che chi ne utilizza sia sicuramente e prestamente individuabile in modo che possa essere chiamato a rispondere dell’eventuale utilizzo improprio che ne fa. E cioè ogni utilizzatore dovrà essere informato che potrà essere chiamato a rispondere personalmente delle proprie azioni. Ed, all’occorrenza, lo sia effettivamente. La censura su internet può essere solo ex post.