Buone letture di sinistra
Diffidente o rassegnata, talora perfino empatica: esiste un’intelligenza analitica di sinistra che ha saputo applicarsi senza banalità alla decrittazione del bel gesto berlusconiano. L’esercizio del distacco dalle mozioni sentimentali, a tutto vantaggio dell’inquadramento strategico del fenomeno postberlusconiano, proviene dall’Unità e la cosa non sorprende.
5 AGO 20

Diffidente o rassegnata, talora perfino empatica: esiste un’intelligenza analitica di sinistra che ha saputo applicarsi senza banalità alla decrittazione del bel gesto berlusconiano. L’esercizio del distacco dalle mozioni sentimentali, a tutto vantaggio dell’inquadramento strategico del fenomeno postberlusconiano, proviene dall’Unità e la cosa non sorprende. In un commento di Francesco Cundari si ritrova esplicitamente proclamata l’esigenza di prendere seriamente la novità prodotta da Berlusconi, senza derubricare spregiativamente, non tanto il ritiro in sé del Cav. dalla corsa per la premiership, quanto le conseguenze che in sede politica potrebbero derivarne. La mobilitazione di energie variegate e l’attrazione di rinnovati consensi, altrimenti bloccati dal referendum permanente intorno alla figura carismatica dell’ex premier, è una di queste: “Il rischio, per il centrosinistra, è ripetere l’errore di allora (del ’94, ndr), cogliendo solo la metà di quella richiesta (la domanda di cambiamento) e giudicando troppo frettolosamente come inadeguata o poco credibile l’offerta avanzata dalla nuova destra”.
A tale veduta, figlia della migliore tradizione ermeneutica del Partito comunista, si affianca la riflessione non meno ragionevole di Ritanna Armeni su Pubblico. Armeni coglie un vulnus invalidante – a suo dire – all’interno del Pdl affidato da Berlusconi ai professionisti della politica: un deficit di amore, inteso come “fluido misterioso” nel quale “speranza, fiducia, desiderio di cambiare” si miscelavano in un vortice creato intorno a sé da Berlusconi. La conclusione è che difficilmente i pidiellini potranno fare a meno del Cav. E’ un altro spunto sul quale il segretario del Pdl, Angelino Alfano, farà bene a riflettere mentre cercherà di far fruttare l’atout che gli riconosce contestualmente l’Unità.