Demorettizzare il Pd

Ha compiuto sessant’anni, Nanni Moretti. Gli ultimi trenta li ha impegnati a fare da specchio alle nevrosi del Pci-Pds-Ds-Pd. Lui le metteva in scena, quegli altri le prendevano come geniali indicazioni politiche. Lui faceva (buon) cinema, gli altri facevano (cattiva) politica. Tanto penare e rimuginare e accapigliarsi su quell’invocazione a D’Alema, che poteva giungere tanto da un genio cinematografico quanto da un militante addetto alla mescita alla festa dell’Unità (“dì qualcosa di sinistra!”) – così che ognuno, da decenni, se deve rinfacciare qualcosa al vertice della sinistra, sempre la morettiana invettiva tira fuori.
4 AGO 20
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Ha compiuto sessant’anni, Nanni Moretti. Gli ultimi trenta li ha impegnati a fare da specchio alle nevrosi del Pci-Pds-Ds-Pd. Lui le metteva in scena, quegli altri le prendevano come geniali indicazioni politiche. Lui faceva (buon) cinema, gli altri facevano (cattiva) politica. Tanto penare e rimuginare e accapigliarsi su quell’invocazione a D’Alema, che poteva giungere tanto da un genio cinematografico quanto da un militante addetto alla mescita alla festa dell’Unità (“dì qualcosa di sinistra!”) – così che ognuno, da decenni, se deve rinfacciare qualcosa al vertice della sinistra, sempre la morettiana invettiva tira fuori. Mai qualcosa di abbastanza di sinistra il partito fa, e sempre qualcuno qualcosa più di sinistra chiede – gioco ossessivo, una facile scappatoia, quasi un “marchio di fabbrica” che i meglio politicamente avvertiti come sconsacrazione perenne sul povero Pd da sempre rigettano. Così, su Repubblica la sora Concita De Gregorio è adesso arrivata alla decima puntata di una serie di interviste dedicate alla questione: “Dì qualcosa di sinistra”. Così stucchevole, la faccenda, che Francesco De Gregori, altra icona della sinistra, è sbottato sul Corriere: “Non ce la faccio più a sentir recitare la solita solfa: ‘Dì qualcosa di sinistra’. Era la bellissima battuta di un vecchio film, non può diventare l’unica bandiera delle anime belle di oggi”. E perciò “continuiamo a farci del male!”, oppure “giro, vedo gente, mi muovo, faccio delle cose” – il vagare a vuoto, tipica pratica di sinistra. Moretti ha sempre messo in scena quello di sinistra frustrato e depresso, sempre la sinistra si è riflessa e si è accomodata: frustrata, depressa. E vociante. Perché poi, invece, un paio di saggi consigli morettiani si è guardata bene dal seguirli, come il sensato “no, il dibattito no!” – nient’altro facendo che dibattere e chiacchierare e sfiatarsi, e allora “come parla! le parole sono importanti”, vagonate di parole sprecando e togliendo loro ogni senso. Sembra, il Pd alle prese con morettismo, Moretti stesso alle prese con una piantina secca in un suo film: “Hai troppo sole, poco sole, cos’è che vuoi? Più acqua, meno acqua?”. Sospeso, tra il prosciugarsi e l’annegare. Auguri a Moretti. E a un Pd un po’ demorettizzato.