Barlumi di rigore non depressivo

Il governo si prepara – dopo il via libera di ieri al Decreto di economia e finanza (Def) che Fabrizio Saccomanni ha già detto ieri dovrà e potrà essere migliorato – a trovare le coperture per gli impegni presi in Parlamento con i partiti che lo sostengono: abrogare l’Imu sulla prima casa, provvedere a integrazioni per la cassa integrazione in deroga e dar vita a sgravi fiscali per i giovani nuovi assunti. Fra le ipotesi che sono state fatte circolare, accanto a quella di una revisione al ribasso della spesa per interessi sul debito pubblico per effetto delle politiche espansive della Bce, ma anche della uscita dalla procedura di infrazione comunitaria a seguito delle politiche di rigore dal governo Monti, ve ne sono due di una preziosa marca neoliberale.
4 AGO 20
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Il governo si prepara – dopo il via libera di ieri al Decreto di economia e finanza (Def) che Fabrizio Saccomanni ha già detto ieri dovrà e potrà essere migliorato – a trovare le coperture per gli impegni presi in Parlamento con i partiti che lo sostengono: abrogare l’Imu sulla prima casa, provvedere a integrazioni per la cassa integrazione in deroga e dar vita a sgravi fiscali per i giovani nuovi assunti. Fra le ipotesi che sono state fatte circolare, accanto a quella di una revisione al ribasso della spesa per interessi sul debito pubblico per effetto delle politiche espansive della Bce, ma anche della uscita dalla procedura di infrazione comunitaria a seguito delle politiche di rigore dal governo Monti, ve ne sono due di una preziosa marca neoliberale.
La riduzione delle sovvenzioni alle imprese mediante il taglio di quelle per le Ferrovie dello stato pari a 800 milioni annui, e il provento della privatizzazione di immobili pubblici, tramite una Sgr (Società di gestione del risparmio) per 40 miliardi iniziali. Le Ferrovie dello stato si preparano a collocare in Borsa Trenitalia, così i suoi investimenti potranno essere finanziati sul mercato. Dunque la sovvenzione statale in conto capitale diventa superflua. Questo investimento pubblico diventa privato e può moltiplicarsi, senza i vincoli del bilancio del governo, nella misura in cui le iniziative hanno un ritorno sufficiente per remunerarle. Cosa oramai possibile perché l’impresa non è più in perdita.
C’è anche un introito patrimoniale, per la quota di questa società che può essere ceduta ai privati, lasciando allo stato solo un pacchetto di minoranza di controllo. Un significativo esempio di come un servizio pubblico può essere tolto dalle spalle del contribuente, passando dallo stato “tassatore” a quello regolatore. Ancora più incisiva la svolta verso lo stato liberale che si può attuare con la Sgr che si finanzia sul mercato e anticipa subito, a titolo di acquisto, svariati miliardi, ricevendo in cambio immobili pubblici che man mano valuta e cede in opzione a chi abbia sottoscritto le sue quote. Anche la nuova finanza, spesso demonizzata come forma degenerativa, è una leva preziosa per privatizzare il debito pubblico e ridurre di conseguenza la pressione fiscale. Una volta assicurata la chiusura della procedura Ue per deficit eccessivo a fine maggio-inizio giugno, diverrà questa la priorità.