"La spending review non è una manovra"

“Non c’è nessuna necessità di fare una manovra aggiuntiva”, ha esordito così il premier Mario Monti nel corso del suo intervento al vertice di Palazzo Chigi tra Governo e parti sociali sui tagli alla spesa pubblica. L’obiettivo principale del decreto è il recupero degli oltre 4 miliardi necessari per impedire che l’Iva aumenti ancora a settembre. Le misure previste riguarderebbero il taglio del 20 per cento dell’organico dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10 per cento dei dipendenti e di un altro 20 per cento riguardante le consulenze. Leggi Monti all'opera per limare la spesa pubblica. Sindacati all'opera per fermarlo di Marco Valerio Lo Prete
3 AGO 20
Immagine di "La spending review non è una manovra"
“Non c’è nessuna necessità di fare una manovra aggiuntiva”, ha esordito così il premier Mario Monti nel corso del suo intervento al vertice di Palazzo Chigi tra Governo e parti sociali sui tagli alla spesa pubblica. L’obiettivo principale del decreto è il recupero degli oltre 4 miliardi necessari per impedire che l’Iva aumenti ancora a settembre. Le misure previste riguarderebbero il taglio del 20 per cento dell’organico dei dirigenti della Pubblica amministrazione, del 10 per cento dei dipendenti e di un altro 20 per cento riguardante le consulenze. “La priorità è quella di eliminare gli sprechi senza ridurre i servizi”, ha poi proseguito il Presidente del consiglio, che ha inoltre spiegato come la spending review sarà suddivisa in tre fasi. La prima già avviata la scorsa settimana e riguardante i tagli alla presidenze del Consiglio e al Tesoro, la seconda che dovrebbe prendere il via con un decreto legge atteso per venerdì e le terza, sempre licenziata per decreto, orientata sulla riorganizzazione delle amministrazioni periferiche. "Se per decenni si indulge ad assecondare un superficiale 'tiriamo a campare' – ha aggiunto il premier - “e a iniettare nella mente dei cittadini la sensazione che un paese con mille risorse, compreso l'estro, possa non affrontare i seri problemi che altre nazioni hanno preso di petto, forse deve venire il momento in cui si affrontano i problemi", ha poi concluso cedendo la parola al viceministro del Tesoro Vittorio Grilli che ha ribadito l’urgenza di queste misure in quanto “l’Italia è sorvegliata speciale nell’Eurozona”.

Fredde le reazioni dei presenti in aula. Il leader della Cgil, Susanna Camuso, ha detto che “è evidente che se il governo pensa di procedere al taglio degli organici e alla riduzione dei servizi getta benzina su una situazione molto difficile". Sulla stessa linea d’onda il commento del presidente dell’Anci, Graziano Delrio, che al termine della riunione ha così commentato l’ipotesi di tagli avanzata dal commissario Bondi: “Siamo disponibili a lavorare sui costi standard ma i tagli prospettati dal commissario Bondi sono estemporanei e parziali”. “I Comuni – ha poi ricordato Delrio – negli ultimi anni hanno subito tagli per circa 8 miliardi tra tagli delle manovre e Patto di stabilità e quindi - ha concluso - il giudizio non può che essere negativo".