Intercettazioni, Napolitano contro le "torbide manovre destabilizzanti"

Dopo l’attesa pubblicazione da parte di Panorama della “ricostruzione esclusiva” delle telefonate tra il presidente della Repubblica, Giorgio Naolitano, e  l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, telefonate in cui, sempre secondo Panorama, sarebbero stati espressi “giudizi e commenti taglienti su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo", arriva la replica del Colle che affida a una nota ufficiale il giudizio del presidente che definisce “risibile la pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter ricattare il capo dello Stato”. Leggi Il dossier del Foglio con tutte le tappe della vicenda -  Ascolta la risposta del direttore di Panorama, Giorgio Mulè, alla nota del Colle
3 AGO 20
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Dopo l’attesa pubblicazione da parte di Panorama della “ricostruzione esclusiva” delle telefonate tra il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e l’ex ministro dell’Interno, Nicola Mancino, telefonate in cui, sempre secondo Panorama, sarebbero stati espressi “giudizi e commenti taglienti su Silvio Berlusconi, Antonio Di Pietro e parte della magistratura inquirente di Palermo", arriva la replica del Colle che affida a una nota ufficiale il giudizio del presidente che definisce “risibile la pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter ricattare il capo dello Stato”.

“La campagna di insinuazioni e sospetti nei confronti del presidente della Repubblica – si legge nella nota – ha raggiunto un nuovo apice con il clamoroso tentativo di alcuni periodici e quotidiani di spacciare come veritiere alcune presunte ricostruzioni delle conversazioni intercettate tra il capo dello Stato e il senatore Mancino”. Secca è anche la replica del Colle alle speculazioni riguardanti la presunta trattativa Stato-mafia che sarebbero al centro delle conversazioni intercettate: “Il presidente – prosegue la nota – non ha nulla da nascondere ma valori di libertà e regole di garanzia da far valere, e ha chiesto alla Corte costituzionale di pronunciarsi in termini di principio sul tema di possibili intercettazioni dirette o indirette di suoi colloqui telefonici, e ne attende serenamente la pronuncia”.

“A chiunque abbia a cuore la difesa del corretto svolgimento della vita democratica spetta respingere ogni torbida manovra destabilizzante – conclude il Colle – e quel che sta avvenendo, del resto, conferma l'assoluta obiettività e correttezza della scelta compiuta dal presidente della Repubblica di ricorrere alla Corte costituzionale a tutela non della sua persona ma delle prerogative proprie dell'istituzione. Risibile perciò è la pretesa, da qualsiasi parte provenga, di poter ricattare il capo dello Stato. Resta ferma la determinazione del presidente Napolitano di tener fede ai suoi doveri costituzionali”.

Tra i primi a esprimere solidarietà al capo dello Stato il Csm che in un comunicato “ricorda che le conversazioni intercettate non sono nella disponibilità del capo dello Stato sia perché ancora sottoposte a segreto di indagine che certo non si potrebbe istigare a violare, sia perchè oggetto del conflitto di attribuzioni sollevato dinnanzi alla Corte Costituzionale che ne deve decidere liberamente il destino, sia perchè la loro riservatezza attiene direttamente alle prerogative istituzionali e non personali del presidente della Repubblica. Pertanto, ogni appello a divulgare o a consentire la divulgazione delle intercettazioni sarebbe allo stato irricevibile”.

Reazioni anche dal mondo della politica. “Giù le mani da Napolitano”, è il commento del deputato Pdl e ex ministro degli Esteri Franco Frattini. “Si vuole colpire la funzione e la persona del presidente Napolitano – prosegue Frattini - per destabilizzarne il ruolo sinora esercitato, e che nei prossimi mesi dovrà ancora esercitare, per la gestione della difficile crisi italiana”. “Nette, forti e inequivocabilli” le parole del capo dello Stato per il segretario del Pd, Pierluigi Bersani che aggiunge come “c'è chi pensa di poter intimidire un punto di riferimento fondamentale per la nostra democrazia”. Tuttavia, prosegue Bersani, “con una figura come quella di Giorgio Napolitano, apprezzata e rispettata in tutto il Paese”, questi tentativi sono “vani che noi contrasteremo con forza”. “Faccio un appello a Napolitano” – ha invece commentato il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro – “affinché ritiri il conflitto di attribuzione che è devastante perché mette in imbarazzo la Corte che dovrebbe per forza dargli ragione, presenti alle Camere un messaggio dicendo ‘risolvete la questione’ e renda pubbliche le telefonate”. “Non ci sta – prosegue Di Pietro - che lui deve evitare di sottoporsi a una ipotesi di ricatto di tal genere, ricorrere al conflitto per un fatto banale come questo e usare la propria funzione per cose che vanno oltre le ragioni per cui si ricorre".
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