E dovremmo trattare con i talebani?
Da due anni i talebani sono impegnati in una campagna per mostrare al paese che sono pronti a diventare una forza politica con cui trattare, dopo il ritiro della Coalizione nel 2014. Dichiarano di volere evitare vittime civili nelle loro operazioni di guerriglia, annunciano di non essere contrari a prescindere alle scuole femminili nel caso tornassero al governo, prendono le distanze da al Qaida, movimento straniero che loro hanno ospitato ma che ha “obiettivi diversi” (vale a dire nazionali e non globali).
3 AGO 20

Da due anni i talebani sono impegnati in una campagna per mostrare al paese che sono pronti a diventare una forza politica con cui trattare, dopo il ritiro della Coalizione nel 2014. Dichiarano di volere evitare vittime civili nelle loro operazioni di guerriglia, annunciano di non essere contrari a prescindere alle scuole femminili nel caso tornassero al governo, prendono le distanze da al Qaida, movimento straniero che loro hanno ospitato ma che ha “obiettivi diversi” (vale a dire nazionali e non globali). Si è addirittura discusso di come la Costituzione afghana dovrebbe essere cambiata – qualche ritocco a pochi articoli – perché sia compatibile con una futura fazione politica del Mullah Omar. Due giorni fa i talebani hanno sgozzato quindici uomini e due donne sotto una tenda a Musa Qala, un distretto del sud fuori dal controllo del governo centrale. E’ l’ennesima cruda conferma che i talebani sono e restano talebani, agiscono secondo un programma etico senza misericordia dettato da Allah. Quegli uomini e quelle donne avrebbero ascoltato musica e danzato, e questo li avrebbe trasformati in peccatori da sanzionare con la morte. Sarebbe questa la parte da far sedere a un tavolo per guidare il prossimo Afghanistan?
In realtà c’è una seconda versione dei fatti. Le due donne sarebbero state contese da due capi talebani locali e questa rivalità sarebbe il motivo della strage. L’accusa di comportamento poco islamico sarebbe stata fabbricata a posteriori, come successe due mesi fa, quando un capo talebano tradito uccise una donna in pubblico, vicino a Kabul, e giustificò l’assassinio impapocchiando una storia a base di precetti coranici traditi. Per questa finzione fu a sua volta ucciso dagli altri talebani.
Se ci fosse il motivo passionale ci sarebbero più ragioni per ben sperare nel futuro del paese quando se ne andranno i soldati occidentali? Non sembra. I talebani restano un gruppo armato ultraviolento che risolve le questioni con modi efferati. E’ l’identikit esatto di quello che non serve all’Afghanistan, che è un paese ferito e multietnico – ma pieno di opportunità – che deve trovare compromessi malleabili su una serie infinita di questioni. Eppure, nei prossimi mesi lasceranno la scena molte persone istruite e ragionevoli, e resteranno i fanatici con il coltello facile.
Se ci fosse il motivo passionale ci sarebbero più ragioni per ben sperare nel futuro del paese quando se ne andranno i soldati occidentali? Non sembra. I talebani restano un gruppo armato ultraviolento che risolve le questioni con modi efferati. E’ l’identikit esatto di quello che non serve all’Afghanistan, che è un paese ferito e multietnico – ma pieno di opportunità – che deve trovare compromessi malleabili su una serie infinita di questioni. Eppure, nei prossimi mesi lasceranno la scena molte persone istruite e ragionevoli, e resteranno i fanatici con il coltello facile.