Cosa c’è dietro alla storia di un cinese in un campo di mais?

2 MAR 20
Ultimo aggiornamento: 00:06 | 3 MAR 20
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Nell’autunno del 2011 un uomo con una polo e pantaloni kaki fu trovato a girovagare in un campo sperduto nel nulla della campagna dell’Iowa, Stati Uniti. Il campo era coltivato con semi geneticamente modificati di proprietà della Monsanto. Cominciò così una delle più grosse inchieste di spionaggio industriale della storia recente degli Stati Uniti, che si concluse con la condanna di Robert Mo, un cittadino cinese che lavorava per DBM, una compagnia di sementi di Pechino. La storia è stata raccontata dai media americani come la prova della pervasività dello spionaggio industriale cinese in ogni settore. Ma “The Scientist and the Spy: A True Story of China, the FBI, and Industrial Espionage”, libro da poco pubblicato dalla giornalista Mara Hvistendahl, racconta che dietro alla vicenda c’è molto di più: l’operazione di spionaggio, per esempio, fu reale, Robert Mo, ma divenne una scusa per mettere sotto sorveglianza decine di scienziati di origine cinese, che lasciarono i campus americani provocando un trasferimento di talenti verso la Cina.