DIAMO I NUMERI

16 FEB 20
Ultimo aggiornamento: 00:06 | 17 FEB 20
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23-9-2019
Il giorno dell’accordo di Malta (dove si sono incontrati i ministri dell’Interno di Italia, Malta, Francia e Germania) che prevede in sostanza l’introduzione di un meccanismo di ricollocamento automatico dei migranti che arrivano in Italia e a Malta dopo essere stati soccorsi in alto mare e che vengono poi ridistribuiti tra i diversi paesi che aderiscono all’accordo. Al Consiglio dell’Unione europea sugli Affari interni, due settimane più tardi, solo altri tre paesi hanno garantito la loro disponibilità;. Irlanda, Lussemburgo e Portogallo. “Ora è la Commissione europea, e non più l’Italia, a richiedere la ridistribuzione dei richiedenti asilo sbarcati in Italia e lo fa prima dell’arrivo della nave in porto” (Luciana Lamorgese).
82 mila
Le persone arrivate via mare in Europa nel 2019. Di queste, all’incirca 11 mila in Italia.
470
I trasferimenti in Europa dei richiedenti asilo dal 5 settembre 2019 (data di insediamento del nuovo esecutivo) a oggi. Dal 1° gennaio al 5 settembre erano stati 85. L’85 per cento sono partiti dopo l’accordo di Malta. La media mensile è passata da 11 (nei primo otto mesi dell’anno) a 98 nei quattro mesi successivi al vertice a La Valletta.
7.054
I rimpatri forzati nel 2019, con una media giornaliera di 19,3. Nel 2018 erano stati 6.820. Nei primi otto mesi dell’anno (fino al 4 settembre) sono stati 4.647 (con una media di 18,8 al giorno); negli ultimi quattro mesi dell’anno sono stati 2.407 (con una media superiore, di 20,3).
660
I rimpatri forzati di migranti nel 2020 (dato aggiornato al 9 febbraio).
890
Gli stranieri espulsi in seguito a un provvedimento dell’autorità giudiziaria nel 2019. In aumento rispetto al 2018 (erano stati 831) e al 2017 (799).
33,4 per cento
La quota di stranieri nelle carceri italiane, secondo l’ultimo rapporto dell’associazione Antigone. Nel 2009 erano il 37,1 per cento. La media europea è del 21 per cento circa. Di questi detenuti, il 42,1 per cento non è ancora stato condannato in via definitiva.
2.510
I rifugiati trasferiti in Italia nell’ambito del programma di reinsediamento, dal 2015 a oggi: provengono da Giordania, Libano, Libia, Siria, Sudan, Turchia. Già comunicato alla Commissione europea un impegno aggiuntivo per il 2020 pari a 700 rifugiati, di cui 70 dal Niger, 130 dalla Libia, 250 dalla Giordania, 250 dal Libano.
1.000
Le persone, prevalentemente di nazionalità siriana, trasferite in Italia dal Libano nel biennio 2016-2017 secondo il protocollo d’intesa sottoscritto tra il ministero degli Esteri, il ministero dell’Interno, la comunità di Sant’Egidio, la federazione delle Chiese evangeliche e la Tavola Valdese. Protocollo rinnovato nel 2017 per un ulteriore contingente di 1.000 persone, da traferire nel biennio 2018-2019 (886 richiedenti asilo già trasferiti in Italia dal Libano).
496
I richiedenti asilo arrivati principalmente dall’Etiopia grazie al protocollo firmato nel 2017 con la Conferenza episcopale italiana e la comunità di Sant’Egidio. Protocollo rinnovato lo scorso anno per una durata di 24 mesi e un numero massimo di 600 beneficiari, provenienti da Etiopia, Niger e Giordania.
562 mila
Gli starnieri irregolari presenti nel nostro paese, secondo la Fondazione Ismu (Iniziative e studi sulla multietnicità) nel 2019. Con una previsione di forte aumento quest’anno e nel 2021, secondo diverse organizzazioni non governative, dovuto alla stretta sulle richieste di asilo impressa dal primo decreto Sicurezza.
1,2 miliardi
Le nuove entrate, tra Irpef e contributi previdenziali, che potrebbe portare nelle casse dello stato un provvedimento di regolarizzazione degli stranieri irregolari che lavorano nelle famiglie e nelle imprese.