Brexit, è fatta

2 FEB 20
Ultimo aggiornamento: 00:06 | 3 FEB 20
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Dalla mezzanotte di venerdì scorso (erano le 23 a Londra) la Gran Bretagna non è più un paese dell’Unione europea, anche se continuerà a essere integrato nelle strutture della comunità fino al 31 dicembre. Pillole di Brexit, a cura di Lamberto Icini.
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Gli anni di adesione del Regno Unito all’Unione europea. Una storia cominciata il 1° gennaio 1973, con l’ingresso della Gran Bretagna nell’allora Comunità economica europea. Solo due anni dopo, nel 1975, il governo laburista di Harold Wilson indisse il primo referendum popolare britannico, ponendo ai cittadini il quesito: “Do you think that the United Kingdom should stay in the European Community (the Common Market)?” Allora rispose Sì il 67,23 per cento dei votanti. Per rimanere in Europa si schierò anche Margaret Thatcher, neo leader del partito conservatore.
52 per cento
I britannici che hanno votato per la Brexit nel referendum del 23 giugno 2016 (il 53 per cento nella sola Inghilterra e in Galles, ma il 40 a Londra e il 38 per cento in Scozia).
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I giorni dei negoziati tra Londra e Bruxelles, cioè il tempo passato dal referendum all’effettiva uscita, venerdì scorso, del Regno Unito dall’Unione europea. La scadenza fissata in origine per la Brexit era il 31 marzo 2019.
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I voti di maggioranza con cui il Parlamento britannico ha approvato l’accordo negoziato dal premier Boris Johnson con l’Unione europea, dopo che quello presentato dal precedente inquilino di Downing Street, Therea May, era stato respinto tre volte. Johnson ha ottenuto una maggioranza di 80 seggi alle elezioni del 12 dicembre 2019, la più ampia per un conservatore dai tempi della Thatcher.
45 per cento
La quota di esportazioni britanniche attualmente destinate all’Unione europea. Dalla Ue arriva il 53 per cento delle importazioni del Regno Unito. C’è tempo fino al 31 dicembre prossimo per un negoziato sui rapporti commerciali e sulla cooperazione economica tra Londra e Bruxelles.
11 miliardi
In sterline, pari a circa 13 miliardi di euro, il contributo annuo che la Gran Bretagna fornisce al bilancio dell’Unione europea e che verrà a mancare a partire dal 2021. Si calcola che nei prossimi sette anni al bilancio Ue verrà meno un contributo complessivo compreso tra un minimo di 50 e un massimo di 80 miliardi di euro.