I bambini, il clima e il nuovo sacrificio

La scorsa settimana abbiamo appreso che nel Perù del XV secolo i bambini venivano sacrificati per compiacere gli dèi Chimu nel tentativo di fare terminare i disastri naturali causati da un fenomeno climatico che oggi chiamiamo el Niño”, scrive lo storico Niall Ferguson sul Sunday Times: “Nella nostra epoca si sono ribaltati i ruoli. Oggi i bambini che avvertono di un’imminente catastrofe climatica devono essere rassicurati. Oggi sono loro che chiedono agli altri di fare sacrifici”.
Secondo Ferguson, l’attraversamento dell’Atlantico in barca a vela di Greta Thunberg per partecipare a un evento dell’Onu a New York è l’ennesimo segno di come l’ambientalismo moderno sia degenerato in un culto dei millennial. Greta è stata invitata dall’Onu dopo aver già incontrato il Papa lo scorso anno, e dopo aver parlato al World Economic Forum e al Parlamento europeo. “Ma Greta non è la voce della scienza – scrive Ferguson – è la voce di un leader di un culto giovanile. Non nego che il cambiamento climatico avrà degli effetti avversi nel futuro prossimo. Questo non lo dice nemmeno Bjorn Lomborg, l’economista danese scettico che in una brillante presentazione all’Hoover Institution ha detto che noi umani siamo capaci di adattarci al cambiamento climatico in modo da limitarne notevolmente gli effetti avversi. Non prendere le precauzioni per vivere in un mondo più caldo sarebbe sciocco. Ma sarebbe ancora più sciocco fingere di ridurre significativamente le emissioni di carbone quando non lo stiamo facendo”. Ferguson usa l’esempio del viaggio in barca di Greta. Dato che gli yacht richiedono dei marinari, è probabile che meno persone avrebbero attraversato l’Atlantico in aereo se lei avesse prenotato un volo. Sarebbe altrettanto sciocco prendere delle precauzioni estreme che finirebbero per creare dei problemi enormi. I sussidi alle energie rinnovabili e i tagli delle emissioni di CO2 comportano una perdita. I costi della mancata crescita potrebbero eccedere i costi del danno ambientale. Lomborg spiega che le morti causate ogni anno dalla povertà sono maggiori di quelle che derivano dal cambiamento climatico. “Greta – scrive Ferguson – ha ragione su una cosa: ci sono zero probabilità che i governi del mondo faranno ciò che chiede lei. Mentre l’occidente all’apparenza agisce in modo virtuoso, Cina, India, Brasile e altri continueranno a dare più importanza alla crescita rispetto al taglio delle emissioni. Il pianeta si riscalderà sempre di più, così come si è raffreddato nel 1600. E noi dovremo adattarci, utilizzando le innovazioni tecnologiche che miglioreranno gradualmente il nostro modo di generare e conservare l’energia elettrica e di difenderci dai nubifragi. E’ il 2059. Per l’imbarazzo (ma, spero, il sollievo) di Greta Thunberg, oggi 56enne, le sue grandi aspettative sulla fine del mondo non si sono concretizzate. Jair Bolsonaro non ha incendiato l’Amazzonia. Trump non ha incenerito il pianeta. Dovresti tornare a New York a celebrare la nostra sopravvivenza, Greta. Ma, stavolta, prendi un aereo”.