Ci sono anche persone che meritano il bollino Unesco

1 SET 19
Ultimo aggiornamento: 00:11 | 2 SET 19
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Ciao. Qui a Lambrate stiamo mettendo su anche noi il nostro piccolo comitato per mandare segnalazioni di siti meritevoli all’Unesco. La prima però è stata respinta: roba da fiera di paese, ci hanno detto. Ci dai una mano a trovare qualcosa su cui non abbiano da ridire?
Luigi, Milano
Dispiace che l’Unesco (per statuto) non accetti fenomeni da baraccone. Però lo capisco. La distinzione con il Guinnes World Records deve essere chiara. Però possono esserci delle meritevoli eccezioni. Mi piace segnalare patrimoni della Terra. Che a Milano meritano il suo bollino tre persone: l’uomo-putrella; l’uomo-tinozza; l’uomo-cammello. Tutti sono in tre piazze di Milano molto famose. L’uomo-putrella a Brera. E’ colui che ha di fatto tenuto in mano per pochi secondi la putrella che tiene su il terzo anello di San Siro. Tenete conto che tale putrella è quella a oggi mai superata per dimensioni. Lunga 150 metri, tiene su 35 mila spettatori del terzo anello, che vanno ad aggiungersi ai 75 mila sotto. Quindi anche il Peppino Meazza merita il bollino Unesco come stadio più elegante del mondo. Ma parliamo del putrella-man. E’ l’uomo che a 100 metri d’altezza, quando la mega gru gli ha passato la putrella, ha dovuto indirizzarla nei buchi per imbullonarla. Se gli scappava di mano, la putrella precipitava al suolo sfondando il terreno su cui è appoggiata Milano. In pratica la città si abbassava dagli attuali 50 metri sopra il livello del mare a 40. Una roba che c’è da non dormire la notte. L’uomo-putrella tutti i giorni spiega in piazza le modalità della posa del terzo anello con filmati e dando una dimostrazione pratica sollevando una putrella. La metà dell’altra. Spettacoli ore 10, 19, 21.30 e 2 di notte. Tutti i giorni, offerta libera.
L’uomo-tinozza invece è un individuo che sta tutto il giorno estate e inverno immerso in una tinozza da far west in piazza Trieste a Milano. Ogni ora i negozianti della zona provvedono a tenergli l’acqua calda. Lui è lì dal 1997 (certo ogni tanto la notte che comunque c’è sempre 1.000 persone ad ammirarlo). Si alza e va a fare uno spuntino al bar davanti gestito da sua moglie. Di giorno è quello che dei tre fenomeni da baraccone ha più pubblico, circa 170.000 vanno a vedere l’uomo-tinozza. L’uomo-cammello invece si trova a 2 chilometri dall’uomo-tinozza. Anche lui grossa attrazione di Milano. E come i colleghi meritevoli di sito Unesco. Cosa fa? Ogni giorno alle 10 come un cammello beve 25 litri d’acqua.
Un altro posto che la gente si chiede: “Ma come fa a non essere sito Unesco?” è il negozio per grandi obesi di Milano. E’ stato il primo ad aprire nel mondo quando a Milano cominciavano a girare i primi sopra il quintale. Si trova in Corso Buenos Aires 1. Anche i commessi sono grandi obesi e lo stesso fondatore del negozio. Come negozio di abbigliamento per taglie sopra la XXXXXL è il più fornito al mondo. Nemmeno quello famoso di Cincinnati lo batte come assortimento. Tipo: abiti da lavoro, giacche da cameriere etc. Clienti che vengono da ogni nazione. Famoso anche per la discrezione con cui la gente che passa in corso Buenos Aires, non guarda il grande obeso (siamo sui 350 kg) che entra. Non è da tutti avere l’educazione di non osservare un grande obeso che va a vestirsi per le nozze della figlia di 160 kg. Certo a volte qualche bambino che lo guarda, ma si può capire. Meno invece quei pirla che chiedono l’autografo. Recentemente uno spiacevole episodio ha oscurato la fama di bon ton della via. Un ubriaco (ma neanche) ha urlato a un grande obeso: “Mettiamolo al tiro”. Una signore: “Si spieghi meglio!” Ubriaco: “Gli attacchi un carretto di frutta e lo fai tirare per Milano”. Altra signora: “Vergogna!”.
A quel punto è intervenuto anche l’uomo-mestolo a difendere il grande obeso. L’uomo-mestolo, figura storica di Milano, esercita in zona. Siamo alla quinta generazione. Certo il mestolo è stato cambiato. Il primo si è piegato in due. Spieghiamo per i pochi: c’è un mestolo con manico di 5 metri. Un turista si siede dentro il mestolo, e viene alzato dall’uomo-mestolo. Che viene applaudito. Il manico non dovrebbe piegarsi, ma a volte sì. Quasi sempre. Comunque il turista lo si vuota senza rispetto in un imbuto di 10 metri sopra una bottiglia di Glen Grant (ma lo sponsor cambia). E’ chiaro che il turista si ferma nell’imbuto. E’ capitato che uno è saltato dentro il bottiglione, ma è raro. Ma neanche.
Da mettere nel modo più assoluto nel catalogo Unesco è il lido di Milano. La pubblica piscina che così grande non si era mai vista. A Città del Messico, saputo del lido di Milano hanno detto: “No! Non è possibile una piscina così grande è dieci volte la nostra”. Infatti parliamo di 2 milioni di metri quadri di vasca a forma di ragazzo innamorato. Una mattina di anni fa andavo in zona. Mi dico: “Non sono mai stato al lido”. Sono entrato, non avevo il costume e le ciabatte le ho comprate dentro. C’era poca gente. Per cui sembrava ancora più grande. Non vedevi la sponda di là. Tenete conto che in piena stagione può ospitare 150 mila bagnanti. Tutte le piscine comunali di Milano, circa 85 (anzi 85), hanno in totale una capienza di 2 milioni di persone. La “Forza e coraggio” è anche lei grande. Siamo a livello della piscina più grande di Tokyo.
E veniamo alle 25 stazioni delle Ferrovie dello stato di Milano. Tutte meritano il bollino Unesco. Infatti sono tutte storiche e belle. Ci rendiamo conto però che tutte tutte non si può… ma neanche… volendo si potrebbe. Qui ci limitiamo a segnalarne all’Unesco cinque. La stazione ferroviaria di Porta Garibaldi con i suoi 51 binari (è detta “La bella”) da qui partono i Tgv. Dotate di valigeria notturna tra le più fornite al mondo. E’ stata protagonista di eventi mondani unici. Come l’arrivo a Milano di Charlie Chaplin e Greta Garbo. Anche alla Silicon Valley hanno detto che la stazione di Milano Porta Garibaldi è la più bella del mondo. Ecco, poi la stazione di Porta Genova (detta “La bella”) con 9 milioni di passeggeri è la più trafficata. Dotata di una sala biliardi (ben 25) e diversi barbieri notturni. E’ la sede dei servizi segreti a Milano. Veniamo alla stazione detta “Scalo di Porta Romana” (detta “La bella”) stile Belle Epoque ci si può accedere solo vestiti di quell’epoca. Anche il personale delle Ferrovie, i treni e il bar sono in stile. Compresa la barberia che oggi è chiusa. Puoi andare in uno dei 130 mila barbieri di Milano. Stazione di Greco Pirelli (detta “La brutta”) famosa nel mondo per avere la più famosa barberia per taglio capelli bambini (2 euro). Famosa per la scuola di arbitri di boxe più importante al mondo.