La sfida Salvini-Calenda è quella giusta per capire cosa c’è in ballo alle europee

Il problema è tutto lì: in politica, così come nella vita, si può essere o no parzialmente incinta? A pochi giorni dalla fine della campagna elettorale – durante la quale i partiti che hanno promesso di rivoluzionare l’Europa sono sempre stati molto attenti a parlare di tutto tranne che di Europa, per evitare di rendere eccessivamente palese il fatto di non avere la minima idea di cosa significhi cambiare davvero l’Europa – ci sono molti temi che si potrebbero affrontare per tentare di trarre qualche conclusione relativamente allo scontro tra i partiti di maggioranza e quelli di opposizione. Il tema forse più importante e meno indagato in queste ultime settimane di campagna elettorale riguarda un concetto che dovrebbe essere chiaro ma che invece è stato misteriosamente trascurato da buona parte degli osservatori: ma esattamente, noi, su cosa ci stiamo dividendo? In Italia, buona parte dei mezzi di informazione ha scelto di cadere nella trappola tesa dai due sovranismi di governo e ha accettato in modo a volte un po’ supino di credere alla favola offerta da Salvini e Di Maio agli osservatori più pigri e distratti: la storia di questa campagna elettorale siamo noi, la nostra divisione, i nostri litigi, il nostro essere alternativi.