Sfregiato dalla menzogna di un sorriso

Il giocoliere era lì, attento sognatore, nella speranza d'indovinare il suo passaggio
20 OTT 17
Ultimo aggiornamento: 18:24 | 8 AGO 20
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Ammalato d’amore, un giocoliere, se ne stava al semaforo dell’Aurelia dove da sempre raccatta spicci dagli automobilisti fermi al rosso. E il giocoliere, sempre sperando d’indovinare il passaggio di lei – una maliarda alla guida di una vettura sportiva – agognando d’indovinare ancora la menzogna infertale da lei, giocava la sua più dolorosa finzione: quella che da sempre si porta in petto specie quando fa i prodigi di abilità con le sfere e il cappello suo, degno del tè delle cinque. Ed era giusto l’ora della tazza fumante – ieri, nel pomeriggio di Roma – quando all’incrocio di piazza Irnerio, con l’aria sua distratta di cacciatrice d’anime, passò lei che li consuma peggio che cioccolatini gli uomini come lui, attenti sognatori, creduloni come solo i disgraziati costretti all’arte sanno esserlo. E passando da lì, lei ebbe a sorridere al giocoliere ma solo per fredda gentilezza, per non riuscire a capire perché mai sul petto lui sbagliasse tutte le menzogne. E indovinare solo il verde: quello che ancora una volta se la portava via. Per lasciarlo solo, con lo sfregio di un sorriso.