Trump si è squagliato (per davvero)
Una rassegna delle copertine dei principali magazine internazionali. Questa settimana: Wired, Time, Economist, Spy, New Yorker.

Fino agli anni Novanta, in America, Spy è stata una rivista satirica leggendaria. Poi internet, il boom della satira politica in tv e i social media ne hanno provocato la chiusura. Ma alcune sue copertine memorabili sono rimaste nell’immaginario pubblico, e quest’anno la campagna elettorale più surreale di sempre ha convinto alcuni vecchi redattori a resuscitare il progetto, con l’aiuto di Esquire. La prima copertina riguarda le “chiacchiere da spogliatoio” di Donald Trump.
Una foto in primissimo piano di Barack Obama occupa la copertina della versione americana di Wired. Il presidente americano ha “diretto” il numero odierno del magazine, operazione pubblicitaria piuttosto in voga, e ha raccontato che tra le sue maggiori preoccupazioni c’è quella di lasciare la Casa Bianca a un presidente pro scienza.
Bob Dylan ha vinto il Nobel per la Letteratura. La cosa migliore che si può leggere sul tema è il gran pezzo di Giuliano Ferrara sul Foglio di venerdì, ma anche la copertina del New Yorker (è il numero della settimana prossima) si fa rispettare.