Come onorare la dea Maiestas, aureo cardine dell’ordine divino e restauratrice dell’ordine etico

10 MAG 16
Ultimo aggiornamento: 02:36 | 20 AGO 20
Immagine di Come onorare la dea Maiestas, aureo cardine dell’ordine divino e restauratrice dell’ordine etico
Polimnia, la musa del canto sacro e degli inni agli dèi, celebra Maiestas la dea figlia di Onore e Riverenza, assisa tra il Pudore e il Timore, cardine dell’ordine divino, custode fedelissima dell’arcano serrato nei cieli. La divina Maiestas che, maturi i tempi, scenderà poi sulla terra per ristabilire l’ordine etico. Il romano Mos subentrerà al tempo caotico di generazioni ribelli, sovvertitrici dell’originario equilibrio, per ripristinare la retta condizione umana, e ricondurla all’ordine primigenio che fu degli Avi sotto il governo Olimpico di Giove, debellata quella titanica, tellurica rivolta incarnata nella razza dei Giganti.
E’ così, come radiante emanazione celeste, che il DEUS PATER, per il tramite divino di Maius-Maia, procede dalla pienezza saturnia dell’Immanifesto fino al mondo storico-fenomenico; e così Maiestas, maturi i tempi, tornerà ancora per attuare il decreto dei numi maggiori – i lumi dei Patres Consentes, quei Maiores che sono l’archetipo del Senato – garanti dell’eternità di Roma, la DEA ROMA.
Ma come troverà, Maiestas, uomini degni di accoglierla? Torniamo al punto, al primum movens… torniamo alle Muse fatidiche per poi risalire alla loro sorgente: il connubio tra Giove e Mnemosyne, la dea del ricordo il cui nome origina nella radice Ma, ovvero quel risuonare cardiaco, libero dalle nuvole della mente spersa nelle fantasmagorie profane. Libero perché infisso nel cuore come lo scettro inamovibile di Giove (hacstat), sede del fuoco che arde le impurità, debella la tellurica superbia e, tenendo lontana ogni vana contesa, chiama all’incontro tra il divino in sé (invocatio) e il divino all’infuori di sé (evocatio), e così trionfa sulla molteplicità riconducendola al simplum, all’uno che, per me, è diecimila (Eraclito) e non si mette ai voti.