Il Patto del Nazareth. Suggerimenti a Peace&love Mogherini

Al direttore - Ucciso ministro delle Finanze Isis. Brunetta: ora manovra correttiva.
Giuseppe De Filippi
Giuseppe De Filippi
Al direttore - Bravo Cerasa, finalmente qualcuno che chiama le cose col loro nome, coraggiosamente, grazie!
Fiorella Marocchi
Fiorella Marocchi
Al direttore - Mi piacerebbe dire a Federica Mogherini che non è più tempo di lacrime ma di capire cosa sta succedendo nel mondo. Basta divisioni sterili tra i “peace&love” e i guerrafondai. Gli attacchi a Bruxelles, dove mi trovavo per lavoro in Parlamento, dimostrano, dopo Parigi, che il tempo è scaduto. Quello che serve è un piano Marshall per il Mediterraneo, senza dimenticare l’importanza del ruolo della Russia. L’Europa deve ricominciare a fare politica estera, oltre le sue frontiere. Dobbiamo trarre vantaggio dall’esperienza trentennale dei russi nel combattere la minaccia jihadista; dobbiamo ottenere di nuovo da Washington la dignità dell’essere considerati alleati alla pari e comportarci di conseguenza; dobbiamo riconquistare la fiducia dei paesi musulmani, che abbiamo tradito nel corso degli ultimi anni con troppi fallimenti e soluzioni avventate, senza dimenticare quanto lo stato di Israele possa insegnarci sulla guerra al terrore. Dobbiamo avere il coraggio di intervenire proprio lì, in Iraq e Siria, in Libia e Libano. Non è sufficiente un intervento armato seguito da una “exit strategy”, come non è sufficiente la sola elargizione di fondi. Servono entrambi, e ancora non bastano. La cooperazione tra occidente e Russia è percorribile. E’ cominciata con gli accordi di Pratica di Mare nel 2002, e rianimata dallo spirito dei negoziati di Monaco tra Washington e Mosca dello scorso febbraio, che hanno finalmente condotto a una tregua in Siria, seppur fragile. Europa e Russia – insieme con gli Stati Uniti – devono assumere un ruolo guida per il piano strategico del Mediterraneo, e confrontarsi in modo diretto con i nostri partner arabi. Non dimentichiamo che gli attacchi terroristici che avrebbero dovuto colpire Milano, Padova e Bologna nell’ottobre del 2014, sono stati sventati anche grazie alla cooperazione dei servizi di sicurezza del regno del Marocco. Ci sono stati del Mediterraneo che dovrebbero essere nostri partner, perché possono dare un contributo imprescindibile. Basta piagnistei e slogan, mettiamoci al lavoro.
Stefano Maullu, europarlamentare Forza Italia-Ppe
Stefano Maullu, europarlamentare Forza Italia-Ppe
Al direttore - Commovente il suo articolo di oggi! Veramente emozionante leggere le sue parole! Finalmente arriva a chiare lettere l’islam. Mi rimane solo una domanda: Bibi sarà ospitato al Nazareno in attesa di una delibera dell’Onu?
Pietro Fanelli
Pietro Fanelli
Lo chiamiamo il Patto del Nazareth?
Al direttore - A proposito della polemica De Romanis-Gutgeld, vorrei ricordare ai cultori della severità di bilancio senza se e senza ma cosa ha detto Carlo Cottarelli (sì, lui, il mastino della spending review) in una recente intervista. Ovvero che in Italia la spesa pubblica primaria tra il 2009 e il 2014 è salita in termini nominali appena dell’1,2 per cento mentre in Germania e Francia è aumentata del 12. Cercansi disperatamente mancati tagli di spesa!
Marco Cecchini
Marco Cecchini
Al direttore - Di fronte al furore terroristico che ha colpito Bruxelles, l’Europa si scopre vulnerabile. I governi del continente rilanciano l’idea di un’intelligence comune. Un’ipotesi difficile e che avrebbe comunque tempi lunghi. La minaccia non aspetta. Cosa fare? Il governo italiano propone di escludere dal patto di stabilità le spese per sicurezza e difesa. Contro il jihadismo, anche quello cyber, servono investimenti. L’Ue deve determinarne le condizioni. Renzi lo ha chiesto in tempi non sospetti e ora torna giustamente alla carica. Dopo la moneta, ora serve lo scudo.
Michele Pierri, direttore Cyber Affairs
Michele Pierri, direttore Cyber Affairs