Uno vale uno, soprattutto se quell’uno si chiama Gianroberto

Al direttore - In estrema sintesi: Grillo rivendica il vincolo di mandato affanculo.
Giuseppe De Filippi
Giuseppe De Filippi
Al direttore - Finisce l’èra Pisapia e i milanesi sono un po’ tristi. Pisapia era uno che la sua città la conosceva bene, ma così bene, che ha sostenuto la Balzani alle primarie.
Valerio Gironi
Valerio Gironi
Al direttore - Si pensa veramente che l’Italia potrebbe “imporre” un ministro delle Finanze europeo assolutamente imparziale e indipendente dallo strapotere germanico o pan-nordico? A me sembra utopistico. Purtroppo e lo dico da convinto europeista, non è il momento di cedere altra sovranità ai potentati nord-europei dal momento che per primi essi non cedono nulla sulla loro sovranità ma anzi la accrescono. E poi non le viene il dubbio che tale proposta serva solo ad equilibrare o addirittura annullare il potere di Draghi che tali potentati mal digeriscono sin dall’inizio? No, non è il momento. Oltretutto non si farebbe che dare altra biada al populismo antieuropeista cui già se ne è data troppa. Occorre invece ammettere che in questo momento l’Europa sta vivendo una vera e propria guerra civile su diversi fronti e con armi non convenzionali. L’unica speranza è fermare le bocce e non versare altra benzina sul fuoco. E ignorare chi ti vuol provocare.
Giovanni Levissimi
Giovanni Levissimi
Al direttore - Rizzini formidabile, senza riserve. Oggettivamente: i bachi non sono in Grillo e nella Casaleggio Associati e nei loro farneticare. I bachi sono quelli di un sistema paese e di un modo di interpretare e praticare le attività politiche tutto italico. E’ in quel substrato che il folclore di Grillo, dei suoi vaffa e contorni, ha prodotto il fenomeno, unico in Europa, di un nulla culturale, politico, concettuale, che alle politiche del 2013 raccoglie il 25 per cento dei voti validi. Sto scrivendo banalità, ovvio, quello che è meno banale è la sensazione che “quel substrato” in fondo stia ancora bene. Media e talk sono impegnati a mantenerlo. Ma la democrazia?, già, anche quella declinata in italico modo.
Moreno Lupi
Moreno Lupi
Gianroberto Casaleggio, 20 luglio 2013: “La democrazia diretta resa possibile dalla rete ma a una nuova centralità del cittadino nella società non è relativa soltanto alle consultazioni popolari, ma a una nuova centralità del cittadino nella società. Le organizzazioni politiche e sociali attuali saranno destrutturate, alcune scompariranno. La democrazia rappresentativa, per delega, perderà significato. E’ una rivoluzione prima culturale che tecnologica, per questo, spesso, non viene capita o viene banalizzata”. Una nuova centralità del cittadino nella società. Solo, naturalmente, se quel cittadino si chiama Gianroberto Casaleggio #unononvaleunoalmassimovaleunquarto.
Al direttore - La stepchild è il grimaldello di un sistema ideologico nel quale si confonde ciò che è una famiglia fondata da un uomo e da una donna con diverse situazioni particolari che non partecipano alla definizione di famiglia. Ma che si vorrebbero trasformare in realtà normate alla pari delle altre. Questo è uno degli effetti della teoria del gender che vuole mettere tutti su di un piano di uguaglianza in nome dell’identità di genere che ciascuno si dà da sé e degli orientamenti sessuali. Qui ci troviamo al cuore di un totalitarismo che si manifesta sempre con lo stesso metodo, come nel caso del marxismo. Si comincia col sottrarre i bambini all’influenza dei genitori per inculcare loro una visione nuova della sessualità e della famiglia. Li si costringe a pensare al di fuori della realtà prevalente (la grande maggioranza delle persone vive e si organizza nella differenza sessuale e attorno alla differenza sessuale). Si introducono delle leggi come questa col pretesto di proteggere delle minoranze. Si approfitta di fatti veri o inesistenti per istituire una legislazione repressiva. Si applica una repressione giudiziaria che corrisponde a una vera polizia del pensiero. Si crea così la paura e si ottiene che i cittadini pensino sulla base di “buone” idee e agiscono sulla base di “buone” pratiche. Altrimenti vanno in prigione. Queste idee cominciano ad essere interiorizzate da molte persone che non capiscono la posta in gioco. Quando si sveglieranno, sarà troppo tardi. Abbiamo sperimentato questo errore di valutazione col marxismo e con i nazisti che hanno influenzato milioni di persone, adesso rifacciamo lo stesso errore con l’ideologia del gender e con l’omosessualità. In realtà ciò che è in questione non è la persona dell’omosessuale, che deve essere sempre rispettata, ma il fatto di voler fare dell’omosessualità un principio politico a partire dal quale si ridefinisce la società attraverso la coppia, il matrimonio e la famiglia. Questa è una contraddizione, poiché l’omosessualità non è alla base di queste realtà e non può essere all’origine di istituzioni di cui la società ha bisogno per durare nella storia.
Alberto Malossi
Alberto Malossi