I mercati e Renzi. Le parole del Papa e il doppio standard delle unioni

23 GEN 16
Ultimo aggiornamento: 04:32 | 6 AGO 20
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Al direttore - Leggo che i costi per il crollo a Roma sono a carico del condominio. E il bail-in?
Giuseppe De Filippi
Al direttore - A fronte della conferenza stampa di Matteo Renzi, di cui Giuliano Ferrara scrive, anche con un po’ di autoironia, sul Foglio del 22 gennaio, vi è un’altra conferenza della specie che, per questa fase, è stata fondamentale: quella di Mario Draghi tenuta nello stesso giorno 21 di quella di Renzi. L’impatto delle dichiarazioni del presidente della Bce sul mercato è stato immediato. Si è avuta la conferma del peso che hanno la comunicazione, l’informazione e l’accountability non solo nella politica monetaria ma anche nell’esercizio della funzione di Vigilanza bancaria. Ovviamente, ciò presuppone la credibilità di chi comunica, informa e rendiconta. Ma si è dimostrato anche che, se i chiarimenti sui crediti deteriorati, sull’inesistenza di improvvise richieste alle banche italiane di nuovi accantonamenti o di aumenti di capitale e sulle condizioni non negative del sistema bancario, fossero stati dati immediatamente lunedì scorso da parte della presidente della Vigilanza unica, Danièle Nouy – che tuttora conduce un’azione assolutamente inadeguata – e se dalla Commissione Ue fosse arrivata una doverosa informazione sul progetto per la costituzione di una “bad bank”, ci saremmo risparmiati tre giorni di attacchi durissimi ai titoli bancari,di volatilità, di confusione. Una ulteriore ragione perché siano rivisti le strategie della Vigilanza e i suoi rapporti con il Consiglio direttivo della Bce. Con i più cordiali saluti.
Angelo De Mattia
Paradossalmente, su questo punto, gli speculatori che hanno giocato con i titoli delle banche italiane potrebbero essere d’aiuto a Renzi, per far pressione sulla Germania, sui temi bad bank e unione bancarie. Si dice che se dovessero saltare delle banche italiane sarebbe un problema non da poco per il governo e per l’Italia, ovvio. Ma siamo sicuri che l’instabilità del sistema italiano non produca instabilità anche nell’Europa a trazione tedesca? Risposta esatta.
Al direttore - Le chiamano unioni civili, ma dividono anche le persone più educate.
Michele Magno
Al direttore - Dopo avere letto l’articolo odierno di Meotti sul mancato invito dei gay di Israele alla manifestazione internazionale dei gay americani non ho potuto fare a meno di pensare che oggi sei dai del “frocio” a qualcuno commetti un atto imperdonabile, sei omofobo e meriti di essere ostracizzato, ma se gli omosessuali boicottano gli omosessuali del paese più frocio-friendly del mondo come li si può definire per rimanere nel politically correct? Antisemiti, idioti?
Giovanni De Merulis
Al direttore - Grazie, in particolare, insieme a tanto altro ovviamente, per aver pubblicato “Il matrimonio secondo logica” di Luca Del Pozzo quest’oggi e “Venite, Pastori, Al Family Day” il 13 Gennaio scorso a firma della gentile Costanza Miriano. Mi auguro che Renzi trovi il tempo per leggere questi due articoli, e trovare supporto per andare controcorrente in Europa. Metta da parte questa benedetta proposta Cirinnà e da cattolico coerente, difenda la centralità della famiglia per la società e per lo Stato e il primato del figlio rispetto a tutti gli altri interessi.
Vittorio Colavitto
Al direttore - Le parole del Papa riguardo il contendere sulle unioni civili con annessi e connessi, possono apparire chiare. Beh, occorre definire in lemmi inequivocabili, senza capziose divagazioni, cosa intenda per “confusione”. Non crederete mica che tutto si riduca a un bisticcio lessicale? Una cosa è certa: la famiglia, così come voluta da Dio, alla laicità non piace, anzi, gli sta sulle scatole, mica lo nasconde. Papa Francesco non può pensare che il problema si risolva col cerchiobottismo. Aspera tempora.
Moreno Lupi
Al direttore - Papa Francesco prende posizione chiara e conferma che non possono essere considerati sullo stesso livello la famiglia e le unioni civili. Si fa chiarezza così su una questione importantissima che non può essere considerata con scelte conservatrici o progressiste. Le basi della società sono costituite dalla famiglia tradizionale.
Giovanni Attinà