Chi dice che gli Etruschi sono scomparsi non è mai stato a Grosseto, a casa di Glauco G.

Chi dice che gli Etruschi sono scomparsi non ha conosciuto Glauco Ginanneschi. Lui, grossetano, in verità alla continuità genetica tra gli antichi Rasenna (così si chiamavano) e i moderni maremmani non ci credeva affatto. Però etrusco lo era eccome, come tanti e incogniti personaggi che s’avvicinano en amusant al mondo dei Tirreni e finiscono per attivare una specie di recettore interiore, una memoria latente legata non soltanto al sangue, una vibrazione di alcuni centri sottili che s’accordano con uno spartito invisibile musicato migliaia d’anni fa da un popolo misterioso di sacerdoti, maghi, pirati e viaggiatori. Frequentatore di archeologi dilettanti, il più delle volte appassionati custodi di verità e testimonianze neglette dalla polvere sussiegosa dei professori (non tutti, invero), Glauco G. l’ho conosciuto per caso, si direbbe, ma come si dice spesso “il caso non esiste”.