Angelino e il furbo Casini
Nel nuovo sistema solare della politica italiana che ruota attorno a Matteo Renzi, l’unica luna maggiore che possa disporre di una propria orbita autonoma è il centrodestra di Silvio Berlusconi (il resto è insensato pulviscolo atmosferico).

Nel nuovo sistema solare della politica italiana che ruota attorno a Matteo Renzi, l’unica luna maggiore che possa disporre di una propria orbita autonoma è il centrodestra di Silvio Berlusconi (il resto è insensato pulviscolo atmosferico). In questo quadro un satellite particolarmente in bilico tra le due orbite è il partito di Angelino Alfano, che sembra sempre meno interessato a ricostituire un rapporto di collaborazione con Forza Italia. Il ragionamento che gli viene attribuito è abbastanza semplice: nella nuova fase, una formazione centrista autonoma ma alleata con il Pd può mantenere una visibilità ministeriale e una forza contrattuale che non avrebbe se annegata nella massa indistinta di un centrodestra condannato all’opposizione. In effetti, il risultato appare in questa congiuntura astrale davvero straordinario: gli alleati casiniani rivendicano, con qualche ragione, che un buon due per cento del 4,4 totale ottenuto da Ncd alle europee è venuto dal loro granaio elettorale, antico e sempre ben concimato. Cosicché oggi Alfano si troverebbe a guidare una forza reale del 2 virgola, ma che conta cinque ministri, due vice e sei sottosegretari. Un risultato degno d’un Machiavelli, si direbbe.
[**Video_box_2**]Ma che in realtà trascura rilevanti dati di fatto. In primo luogo non è detto che Renzi sia interessato a mantenere alleanze anche nella prossima legislatura, e in ogni caso può trovarne anche di più assimilabili, come per esempio il centrismo assai annacquato di Bruno Tabacci, o più semplicemente attirare i settori di Ncd decisi a non rientrare in nessun caso nell’orbita berlusconiana (e tra i quali, si insinua, potrebbe trovarsi anche il ministro Maurizio Lupi). Sull’altro versante c’è per l’appunto l’incognita di Pier Ferdinando Casini, il cui apporto è stato decisivo per consentire a Ncd di superare l’asticella delle europee, ma che potrebbe ora decidere di portare il suo gregge altrove: ovvero dove c’è terra da pascolo, e dove si può con poco contare davvero: verso Silvio Berlusconi. Casini, sotto il profilo della professionalità politica, non ha bisogno di dimostrare di avere più quid di Alfano. Dopo aver tentato più volte la strada del “centro equidistante” sembra si sia convinto che quella prospettiva è illusoria, anche sulla base dell’esperienza dei vicini di casa di Scelta civica, che hanno visto evaporare in un anno tutto il peculio elettorale, assorbito dall’idrovora del Pd. Alfano potrebbe trovarsi a sua volta nella condizione di essere prosciugato a sinistra, e in più anche scavalcato a destra – laddove del resto alberga il suo elettorato, al momento del tutto teorico – da un Casini più deciso e veloce a offrire il suo contributo alla ricostruzione di un’area moderata competitiva con il Pd.
[**Video_box_2**]Ma che in realtà trascura rilevanti dati di fatto. In primo luogo non è detto che Renzi sia interessato a mantenere alleanze anche nella prossima legislatura, e in ogni caso può trovarne anche di più assimilabili, come per esempio il centrismo assai annacquato di Bruno Tabacci, o più semplicemente attirare i settori di Ncd decisi a non rientrare in nessun caso nell’orbita berlusconiana (e tra i quali, si insinua, potrebbe trovarsi anche il ministro Maurizio Lupi). Sull’altro versante c’è per l’appunto l’incognita di Pier Ferdinando Casini, il cui apporto è stato decisivo per consentire a Ncd di superare l’asticella delle europee, ma che potrebbe ora decidere di portare il suo gregge altrove: ovvero dove c’è terra da pascolo, e dove si può con poco contare davvero: verso Silvio Berlusconi. Casini, sotto il profilo della professionalità politica, non ha bisogno di dimostrare di avere più quid di Alfano. Dopo aver tentato più volte la strada del “centro equidistante” sembra si sia convinto che quella prospettiva è illusoria, anche sulla base dell’esperienza dei vicini di casa di Scelta civica, che hanno visto evaporare in un anno tutto il peculio elettorale, assorbito dall’idrovora del Pd. Alfano potrebbe trovarsi a sua volta nella condizione di essere prosciugato a sinistra, e in più anche scavalcato a destra – laddove del resto alberga il suo elettorato, al momento del tutto teorico – da un Casini più deciso e veloce a offrire il suo contributo alla ricostruzione di un’area moderata competitiva con il Pd.