Il sorpasso dei Tory
Ieri quella droga chiamata sondaggi – gli inglesi ne hanno bisogno in dosi massicce per sopravvivere – ha regalato un momento di estasi ai conservatori. Il sorpasso c’è stato: quattro rilevazioni mostrano i Tory avanti di almeno due punti percentuali rispetto al Labour (33 vs 31 per cento), e non accadeva dal 2012. A dieci giorni dalle europee, il sorpasso non può che dare qualche argomentazione in più ai conservatori che già si preparano mestamente alla vittoria degli avversari, gli indipendentisti dell’Ukip – potranno almeno dire che adesso i risultati non ci sono, e forse non ci saranno nemmeno alle by-election del 5 giugno a Newark, dove è in scena un tutti-contro-tutti spettacolare, ma per il 2015 c’è da ben sperare.

Ieri quella droga chiamata sondaggi – gli inglesi ne hanno bisogno in dosi massicce per sopravvivere – ha regalato un momento di estasi ai conservatori. Il sorpasso c’è stato: quattro rilevazioni mostrano i Tory avanti di almeno due punti percentuali rispetto al Labour (33 vs 31 per cento), e non accadeva dal 2012. A dieci giorni dalle europee, il sorpasso non può che dare qualche argomentazione in più ai conservatori che già si preparano mestamente alla vittoria degli avversari, gli indipendentisti dell’Ukip – potranno almeno dire che adesso i risultati non ci sono, e forse non ci saranno nemmeno alle by-election del 5 giugno a Newark, dove è in scena un tutti-contro-tutti spettacolare, ma per il 2015 c’è da ben sperare.
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Si prende tempo, insomma, e si minimizza il successo di Nigel Farage dell’Ukip, che nei sondaggi cresce a ritmi da euforia preelettorale, e si registra pure un drenaggio di voti di sinistra verso l’Ukip, che secondo gli esperti è soltanto contingente, vale per il 25 maggio e poi mai più, ma appare spaventoso. Il Labour ha perso un vantaggio gigantesco nel giro di pochi mesi, il leader Ed Miliband è sempre più contestato, e nella confusione da tradimento imminente non riesce a trovare un’idea per rilanciare il partito, annichilito dai risultati economici dei Tory. S’aggrappa intanto a David Axelrod, il guru di Obama arruolato dal Labour, che ieri è arrivato a curare lo choc da sondaggi.