In America la preghiera passa il test costituzionale

La Corte suprema americana ha decretato che le preghiere guidate dal “cappellano del mese” (molto spesso cristiano) al consiglio comunale di una cittadina dello stato di New York non violano il rapporto fra stato e chiesa stabilito dalla Costituzione. Il caso di Greece, questo il nome della città, era al centro del dibattito sulla libertà religiosa e sulla rilevanza pubblica della fede, disputa che ha diviso i giudici della Corte secondo le linee dell’appartenenza ideologica. Anthony Kennedy, autore delle motivazioni, ha detto che la preghiera è legittima in quanto esclusivamente “cerimoniale”, cioè si limita a “riconoscere che da quando la nazione è stata fondata molti americani credono che la loro esistenza sia determinata da precetti religiosi”. Leggi anche Matzuzzi Atea, femminista, abortista; perfetta per dirigere la bioetica dei gesuiti
5 MAG 14
Ultimo aggiornamento: 17:17 | 15 AGO 20
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La Corte suprema americana ha decretato che le preghiere guidate dal “cappellano del mese” (molto spesso cristiano) al consiglio comunale di una cittadina dello stato di New York non violano il rapporto fra stato e chiesa stabilito dalla Costituzione. Il caso di Greece, questo il nome della città, era al centro del dibattito sulla libertà religiosa e sulla rilevanza pubblica della fede, disputa che ha diviso i giudici della Corte secondo le linee [**Video_box_2**]dell’appartenenza ideologica. Anthony Kennedy, autore delle motivazioni, ha detto che la preghiera è legittima in quanto esclusivamente “cerimoniale”, cioè si limita a “riconoscere che da quando la nazione è stata fondata molti americani credono che la loro esistenza sia determinata da precetti religiosi”. L’opinione dissenziente, scritta da Elena Kagan, sostiene che si tratta di una violazione dei diritti dei cittadini.