C'è una Gestapo nella Finanza?

Se strappi le unghie a prigionieri o li torturi con fili elettrici o lisevizi con tutte le tecniche inventate dalla umana crudeltà subito siscatena la pubblica indignazione, perché nei nostri geni è entratoBeccaria e quello che pochi secoli fa era considerato un diritto dello Statonella assegnazione delle pene suscita ripugnanza, come i ludi circensi losono a una coscienza cristianizzata. Se invece un corpo specializzato (comeè riferito dallo scoop di Libero) decortica le imprese, scuoia i cittadiniprivati e li sottopone a tutte le angherie divinate nelle leggi tributarie,di cui sono divenuti accusatori e giudici, allora si configura la creazionedi una polizia politica. E' terribile il solo pensiero che possa entrarenelle nostre aziende, metterle a soqquadro con il consueto lasciapassare di"accertamento", dizione semantica per acquietare il Cerbero popolare, cheintimamente gode se cade nelle sue fauci l'inviso vicino di casa ol'invidiato possessore di beni per lui mai conseguibili. In Germania e inItalia si faceva lo stesso nei sempre deprecati anni, piene di sicofanti edi satelliti del potere, che portavano, ben ricompensati, sul banco damacellaio dei loro capi le teste degli oppositori. Se il lavoro deifinanzieri ( e qual lavoro!) è ricompensato in base ai risultati, perchénon si grida al conflitto di interessi? Perché tale incentivo riguarda soloi finanzieri e non i poliziotti che presiedono il territorio e non sono menoutili alla sicurezza delle nostre città? Il servizio di "Libero" in unpaese "civile"avrebbe dovuto incitare i cittadini a consertare le braccia echiedere ragione al governo e agli ufficiali del corpo del lorocomportamento, spingere i giudici ad accertare se quanto pubblicatocorrisponde al vero, anche per ristabilire la dignità di quel corpo (giàindebolita durante "mani pulite") e celebrare con severa solennità lagiornata della Liberazione