Se Madrid vuol dire fiducia
Altre buone notizie per l’economia spagnola: le previsioni dell’agenzia Moody’s rivedono al rialzo le prospettive del debito sovrano e pronosticano un andamento stabile, mentre finora era considerato negativo. Intanto, i dati sulle esportazioni di ottobre segnano una crescita di più di otto punti rispetto all’anno scorso, le emissioni di debito pubblico vengono assorbite a tassi sempre più bassi e persino l’enorme disoccupazione, attorno al 24 per cento, segna per la prima volta da cinque anni una piccola riduzione.

Altre buone notizie per l’economia spagnola: le previsioni dell’agenzia Moody’s rivedono al rialzo le prospettive del debito sovrano e pronosticano un andamento stabile, mentre finora era considerato negativo. Intanto, i dati sulle esportazioni di ottobre segnano una crescita di più di otto punti rispetto all’anno scorso, le emissioni di debito pubblico vengono assorbite a tassi sempre più bassi e persino l’enorme disoccupazione, attorno al 24 per cento, segna per la prima volta da cinque anni una piccola riduzione.
Perché gli investitori premiano la Spagna mentre restano riluttanti a impegnarsi in Italia, nonostante la maggiore solidità della nostra economia? C’è una responsabilità della politica, ma anche una fragilità impressionante delle classi dirigenti: basta pensare a come, in pieno marasma finanziario, le due grandi banche spagnole, il Banco di Bilbao e quello di Santander hanno tenuto ferma la rotta sulla crescita e sugli investimenti, mentre le grosse (si fatica a definirle grandi) istituzioni finanziarie italiane sembrano ritrarsi in una gestione che sarà prudenziale, ma diventa una remora per le possibilità di crescita.
Le organizzazioni delle imprese spagnole hanno poi insistito su flessibilità e costo del lavoro, anche in tensione talora aspra con i sindacati, la nostra Confindustria partecipa al coro delle lamentazioni, chiede solo riduzioni fiscali senza affrontare i temi critici della gestione contrattuale. La Spagna, seppure con una dialettica sociale e territoriale assai aspra, dimostra di avere classi dirigenti attive, mentre quelle italiane appaiono intimidite e intorpidite, e non solo nei palazzi della politica.