Napolitano: "Con nuova maggioranza serve un passaggio parlamentare". E Forza Italia può bloccare le riforme

Una delegazione di Forza Italia è salita ieri al Quirinale intorno alle 17, per un incontro durato circa un’ora e mezza, e ha rinnovato la richiesta al Capo dello Stato della necessità di aprire una crisi formale in Parlamento, alla luce della nuova maggioranza che si è venuta a determinare e di una nuova composizione del governo che, a dire di FI, non è più di larghe intese. Nell'incontro con la delegazione parlamentare di Forza Italia il Presidente della Repubblica "ha chiarito che ci sarà senza dubbio un passaggio parlamentare che segni la discontinuità politica. Editoriale Il paradosso del Cav. Zagrebelsky
28 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 14:02 | 23 AGO 20
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Una delegazione di Forza Italia è salita ieri al Quirinale intorno alle 17, per un incontro durato circa un’ora e mezza, e ha rinnovato la richiesta al Capo dello Stato della necessità di aprire una crisi formale in Parlamento, alla luce della nuova maggioranza che si è venuta a determinare e di una nuova composizione del governo che, a dire di FI, non è più di larghe intese. Ancora non è chiaro se gli ultimi esponenti di FI rimasti all'interno del governo Letta si dimetteranno (Gianfranco Micciché e Jole Santelli hanno già rimesso il loro incarico nelle mani di Berlusconi).
Nell'incontro con la delegazione parlamentare di Forza Italia il Presidente della Repubblica "ha chiarito che ci sarà senza dubbio un passaggio parlamentare che segni la discontinuità politica tra il governo delle larghe intese e il governo che ha ricevuto la fiducia sulle legge di stabilità". E' quanto si apprende dall'ufficio stampa del Quirinale, che spiega come "le forme e i tempi di tale passaggio saranno oggetto di una consultazione del Presidente della Repubblica con il Presidente del Consiglio".
La delegazione di Forza Italia sarebbe arrivata al Colle per "esprimere", come ha scritto il senatore Maurizio Gaparri su Twitter, al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano "le nostre opinioni su quanto avvenuto in questi giorni" e sulle vicende relative alle azioni del governo in carica. Oltre al vicepresidente di Palazzo Madama all’incontro erano presenti anche i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani (con la sua vice Anna Maria Bernini). Lo stesso Brunetta che, non più tardi di tre giorni fa, aveva anticipato come i tre obiettivi dell’esecutivo guidato da Letta fossero stati disattesi: la pacificazione, la politica economica per lo sviluppo e, non da ultimo, le grandi riforme costituzionali, messe alla prova dalla problematicità della modifica all’art.138 della Carta, quello che che permette di modificare la Costituzione stessa.
L'art. 138, infatti, è stato modificato dalle Camere nel senso di accorciare i tempi di pausa nella doppia lettura prevista per le riforme costituzionali. Affinché la modifica divenga definitiva, però, è necessario che alla Camera ottenga il voto favorevole dei due terzi. Maggioranza che però viene a mancare con l’uscita di Fi dal governo. Questo comporterà che tutte le modifiche costituzionali dovranno passare per il referendum. Vuoi vedere che alla fine “la Costituzione più bella del mondo” la salverà Silvio Berlusconi?