Provvedimenti di clemenza? Mah!

26 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 13:50 | 23 AGO 20
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“Non ci sono condizioni per l’intervento del capo dello Stato”: c'era bisogno che lo dicesse il Presidente? In uno Stato di diritto...: è vero che questo non è rispettato dai servitori della signora Giustizia, diventati sacerdoti di una omonima orrida divinità, ma, purtroppo, una sentenza in giudicato deve essere eseguita. Berlusconi ha avuto anni e la forza necessaria per rifondare l'Ordinamento giudiziario, però... non l'ha fatto (forse distratto da altri interessi). Così tutto è come e peggio di prima: associazioni sindacali inconcepibili per un “ordine” dello Stato; un Csm, organo di autocontrollo che non controlla nulla; provvedimenti incomprensibili per il comune sentire... Io ritengo un'assurdità i provvedimenti di clemenza in uno Stato di diritto: ancora? Mi chiederà qualcuno, ma io ribatto: l'Italia non è la patria del diritto? I provvedimenti di clemenza, utili in antiche monarchie assolute, come si possono giustificare in uno Stato democratico, dove vige persino l'istituto della revisione? E la grazia, in particolare! Che certamente non può essere concessa dal Presidente, se non chiesta dal condannato (o da un tutore, in caso di incapacità e questo non mi sembra il caso) e se non dopo un procedimento che si conclude con la firma del Presidente (quando ritenga che vi siano gli estremi, in base alle leggi vigenti – ed anche così può scapparci la grazia per un Mesina!). Se la Cassazione, in un Paese dove si prescrivono più di centomila processi l'anno, riesca a trovare il modo di fissare per B. un'udienza in 20 giorni... Quella Cassazione che continuamente ci sforna “strane” sentenze: ieri abbiamo appreso di quella che si basa sull'assunto: “L'assassinio di Quattrocchi non fu un atto di terrorismo”. A quando i signori politici appronteranno (compete loro) la medicina “Rifondazione Ordinamento giudiziario) che sola può strappare al come la signora Giustizia (quella vera)?