Caso Cancellieri, a Roma i giudici aprono un'inchiesta senza ipotesi di reato

E' sul tavolo del procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, il fascicolo riguardante il caso del ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, aperto dalla procura di Torino senza indicazione di reati o di indagati. Il fascicolo rubricato come ''K'' sarà esaminato domani mattina da Pignatone per studiarne il contenuto e vedere a chi debba essere assegnato per i prossimi accertamenti. Nello specifico la procura di Roma ha aperto un'inchiesta "in atti relativi', cioè senza indagati e senza ipotesi di reato, sul caso Cancellieri. Leggi anche Letta sorride, ma per le sue strette intese ora è un percorso a ostacoli
19 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 21:55 | 12 AGO 20
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E' sul tavolo del procuratore della Repubblica di Roma, Giuseppe Pignatone, il fascicolo riguardante il caso del ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, aperto dalla procura di Torino senza indicazione di reati o di indagati. Il fascicolo rubricato come ''K'' sarà esaminato domani mattina da Pignatone per studiarne il contenuto e vedere a chi debba essere assegnato per i prossimi accertamenti. Nello specifico la procura di Roma ha aperto un'inchiesta "in atti relativi', cioè senza indagati e senza ipotesi di reato, sul caso Cancellieri. E' stato il procuratore aggiunto di Torino, Sandro Ausiello, (in trasferta a Roma anche per altre ragioni) a consegnare al procuratore Pignatone la documentazione relativa ai contatti tra il Guardasigilli e la famiglia Ligresti.

Intanto questa sera a Roma è prevista una riunione in cui sarà il premier Enrico Letta a prendere la parola sul caso Cancellieri davanti ai deputati del Pd. A quanto apprendono le agenzie da fonti parlamentari, il presidente del Consiglio sarebbe orientato a partecipare all'assemblea del gruppo Pd. Un intervento mirato a chiudere o per lo meno a "congelare" la vicenda. Non ci sono fatti nuovi, non ci sono elementi ulteriori dal punto di vista giudiziario, nulla insomma che possa giustificare un mutamento della posizione del Pd sul caso Cancellieri rispetto alla fiducia già confermata il 5 novembre, quando il ministro intervenne in aula per difendersi. Questo sarebbe il senso dell'intervento del premier stasera al gruppo Pd. "E sarebbe auspicabile evitare un voto dell'assemblea sulle parole del presidente del Consiglio", spiega un dirigente democratico alle agenzie.
Tuttavia il fronte renziano preme comunque per un momento di chiarezza nel gruppo. Lo stesso Matteo Renzi, nella sua enews di oggi, ha chiesto che si voti in modo palese: "Spero che nel gruppo si voti, in modo palese, con ciascun parlamentare che esprime la sua opinione spiegandola ai colleghi e agli elettori". Renzi ha inoltre già chiarito che qualunque sarà la decisione del gruppo, si adeguerà.
L'altro candidato alla segreteria del Pd, Pippo Civati, stasera all'assemblea illustrerà la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Cancellieri che è stata sottoscritta da 15 parlamentari. In tutto questo, nel Pd si continua a sperare fino all'ultimo in un atto del Guardasigilli, in un passo indietro che tolga il Pd e Letta dall'impasse che si è creata. Lo stesso Renzi, nell'insistere sulle dimissioni del ministro, precisa che questo non sarebbe un danno per il governo. Anzi, il contrario: "Se cambia il ministro della Giustizia il governo Letta è più forte, non più debole. Perché con questo ministro, qualsiasi intervento sulle carceri, qualsiasi posizione sulla riforma della Giustizia sconterà un giudizio diffidente di larga parte degli italiani".
Secondo quanto sarebbe emerso da un riunione dei deputati che sostengono la candidatura di Gianni Cuperlo alla segreteria del Pd che si è svolta nel pomeriggio in vista dell'assemblea di stasera, la posizione sarebbe la seguente: partendo dal fatto che sarebbe opportuno un passo indietro di Annamaria Cancellieri, qualora stasera il premier Enrico Letta dovesse chiedere al gruppo Pd di confermare la fiducia al governo, i parlamentari vicini a Gianni Cuperlo la ribadiranno.