C’eravamo tanto amati

18 NOV 13
Ultimo aggiornamento: 21:51 | 12 AGO 20
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Ritanna Armeni sul Foglio di sabato scrive un pezzo magistrale, che terrò perché lo farò leggere ad alcuni amici di sinistra, che leggono Repubblica o giornaletti simili. La sinistra radical chic non ama il popolo, quello rumoroso che non distingue il barolo dal vino in tetrapack. Disamore ricambiato dal popolo. Quello che è cambiato, a meno di non voler dare la colpa a Berlusconi, è la mutazione dell’elite della sinistra che parlano in un modo e agiscono in un altro. Che credibilità ha presso il popolo Concita De Gregorio, lo dico senza acrimonia, che parla e vive come un alto borghese quale è? Non ci sono più borghesi prestati al proletariato, che però vivevano in modo sobrio e non odiavano i mangiatori di panini che dal canto loro ricambiavano, forse stupiti, questo amore. In verità non tutti vivevano in modo sobrio, solo che i giornali e internet non erano così invadenti e pochi sapevano di che lana andavano vestiti. E’ un imbroglio pensare che la sinistra, tranne alcuni e lodevoli casi, ma ci sono anche a destra, amasse realmente il popolo. Lo ha sempre voluto guidare e istruire. Non lo ama nessuno, un certo tipo di popolo, questa è la verità. Nessuno ama chi si mette le dita nel naso e poi smangiucchia una pizza biascicando come un tricheco. E’ un voto, quindi si fa finta di amarlo. Dagli la pizza e la libertà di andare a puttane (altro errore della sinistra che detesta le peripatetiche e esalta gli omosex) e ti voterà altrimenti andrà al mare.