Pdl, Alfano e i ministri disertano l'ufficio di presidenza

Nel giorno in cui era previsto l'incontro tra il vicepremier e segretario del Pdl, Angelino Alfano, e il leader del Pdl Silvio Berlusconi, il segretario ha riunito per circa mezz'ora a palazzo Chigi Roberto Formigoni e Carlo Giovanardi, entrambi contrari al ritorno a Forza Italia. Al termine dell'incontro, Giovanardi ha spiegato all'agenzia di stampa Dire: "Io, Formigoni, Sacconi e credo di poter dire anche Alfano, non parteciperemo all'ufficio di presidenza di oggi pomeriggio". ''Non andrò all'Ufficio di  presidenza convocato oggi". Ferrara Stranezze - Cisnetto Cosa deve fare Letta per far sopravvivere l’Italia
25 OTT 13
Ultimo aggiornamento: 13:23 | 16 AGO 20
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Nel giorno in cui era previsto l'incontro tra il vicepremier e segretario del Pdl, Angelino Alfano, e il leader del Pdl Silvio Berlusconi, il segretario ha riunito per circa mezz'ora a palazzo Chigi Roberto Formigoni e Carlo Giovanardi, entrambi contrari al ritorno a Forza Italia. Al termine dell'incontro, Giovanardi ha spiegato all'agenzia di stampa Dire: "Io, Formigoni, Sacconi e credo di poter dire anche Alfano, non parteciperemo all'ufficio di presidenza di oggi pomeriggio". ''Non andrò all'Ufficio di presidenza convocato oggi – ha proseguito Giovanardi – perché non sono assolutamente interessato a un ritorno a Fi, non è mai stato il mio partito, io voglio stare in un partito collegato al Ppe, ma alternativo alla sinistra''. Dunque gli esponenti cosiddetti "governativi" convocati per partecipare alla riunione di oggi pomeriggio dell'ufficio di presidenza del Pdl stavano valutando l'ipotesi di disertare la riunione. Subito dopo il minivertice con Alfano, i ministri Pdl si erano recati a pranzo dall'ex premier Berlusconi (l'incontro è durato due ore) per cercare di convincerlo a rinviare l'ufficio di presidenza. Volontà contenuta anche in una nota affidata alle agenzie di stampa dal senatore Maurizio Sacconi.
LA NOTA DEGLI ALFANIANI - Nella nota di Sacconi si legge: "Rivolgo un appello al Presidente Berlusconi a rinviare l'odierno Ufficio di Presidenza del partito in quanto possibile fonte di divisioni. L'organismo, infatti, pur formalmente corrispondente alla lettera statutaria, non riflette nella sua composizione né la storia né l'attualità del nostro movimento politico, tanto nella dimensione politica quanto in quella istituzionale. E questo appare contraddittorio con la volonta' di azzerare, nel passaggio a una nuova e diversa Forza Italia, la vicenda politica e umana del PdL e soprattutto quel binomio tra la presidenza di Silvio Berlusconi e la segreteria di Angelino Alfano, che rappresenta la base su cui fondare un rinnovato centrodestra inclusivo, maggioritario e vincente". "L'iniziativa – prosegue Sacconi – può apparire come una sorta di rivincita sul voto di fiducia espresso meno di un mese fa e può oggettivamente indebolire il PdL come forza di governo, determinando il progressivo isolamento della nostra delegazione ministeriale, che invece tanto più potrà incidere nell'esecutivo di larghe intese quanto più potraà contare sulla sinergia del partito e dei gruppi parlamentari".
Per Sacconi e i ministri Pdl "Si rischia insomma di allontanare Forza Italia dal popolo dei moderati e di impedire così di cogliere l'occasione di quel grande centrodestra a vocazione maggioritaria che è il cuore e l'orizzonte della storia politica del presidente Berlusconi e di tutti noi. Tutto ciò, per giunta, in un momento nel quale la possibilità di orientare ancor più la legge di stabilità verso i nostri obiettivi sul versante del fisco, dei tagli alla spesa e della difesa del ceto medio, e la necessità di dar forza alla battaglia per le riforme, per la giustizia e per il presidente Berlusconi, consigliano altri e diversi itinerari".
Secca la conclusione della nota: "Per queste ragioni sarebbe opportuno rinviare la convocazione dell'odierno Ufficio di Presidenza e, in ogni caso, garantire che il confronto nell'annunciato Consiglio Nazionale dell'8 dicembre sia preparato attraverso un dibattito reale all'interno del nostro popolo, con il coinvolgimento non solo del corpo militante ma anche degli elettori".
DOPO IL PRANZO CON IL CAV. - Lasciata la residenza romana del Cavaliere, i ministri sono tornati a palazzo Chigi per fare il punto e hanno deciso, assieme al segretario Alfano, di non partecipare alla riunione che sta per iniziare a palazzo Grazioli. La notizia è arrivata alle agenzie da fonti dell'ala governativa, al termine dell'incontro a palazzo Grazioli con Silvio Berlusconi.
Alfano ha dichiarato: "Il mio contributo all'unità del nostro movimento politico, che mai ostacolerò per ragioni attinenti i miei ruoli personali, è di non partecipare, così come faranno altri colleghi, all'ufficio di presidenza che ha il compito di proporre decisioni che il consiglio nazionale sarà chiamato ad assumere". "Sono convinto che il tempo che ci separa dal consiglio nazionale consentira' al presidente Berlusconi di lavorare per ottenere l'unità", ha aggiunto il segretario Pdl.
Di diverso tenore le dichiarazioni di Berlusconi che ai ministri alfaniani avrebbe ribadito ancora una volta le sue intenzioni: "Non si torna indietro, bisogna andare avanti con Forza Italia". Il Cav. avrebbe anche assicurato di non essere intenzionato a staccare la spina al governo guidato dal premier Enrico Letta.