Il poeta e i terroristi islamici
La morte ha fatto la guerra sopra la nostra casa”, recita una delle poesie più note di Kofi Awoonor. Il più grande letterato africano, come era stato soprannominato Awoonor, era l’opposto dei terroristi islamici che lo hanno freddato. Awoonor era a Nairobi per partecipare al festival letterario di Storymoja Hay. Ma è stato ucciso dal commando di jihadisti all’interno del centro commerciale. Tutta la sua produzione si basava sulla riscoperta della poesia orale africana e sulle allegorie cristiane.

La morte ha fatto la guerra sopra la nostra casa”, recita una delle poesie più note di Kofi Awoonor. Il più grande letterato africano, come era stato soprannominato Awoonor, era l’opposto dei terroristi islamici che lo hanno freddato. Awoonor era a Nairobi per partecipare al festival letterario di Storymoja Hay. Ma è stato ucciso dal commando di jihadisti all’interno del centro commerciale. Tutta la sua produzione si basava sulla riscoperta della poesia orale africana e sulle allegorie cristiane. Awoonor è stato il pioniere della letteratura nera africana, assieme al premio Nobel per la Letteratura Wole Soyinka, noto come il “Joyce nigeriano”, drammaturgo, romanziere, poeta, saggista, anche lui sotto il mirino dei terroristi islamici di Boko Haram. Nel 1975 Awoonor venne sbattuto in carcere per un anno con l’accusa di complicità a un golpe contro la giunta militare. Per lui si mobilitarono Amnesty International, il Pen American Center, grandi intellettuali e scrittori come Bernard Malamud, Jerzy Kosinski, Allen Ginsberg e Alfred Kazin. Awoonor alle Nazioni Unite ha diretto il comitato contro l’Apartheid. Per i terroristi, Awoonor era un obiettivo prelibato: cristiano, umanista, dissidente, letterato. L’esatto opposto della barbarie islamista. Awoonor ha fatto la fine degli intellettuali algerini “nemici della religione” uccisi dagli islamisti, come il drammaturgo Abdelkader Alloula, lo scrittore Tajar Djaout e il poeta Youcef Sebti, sgozzato in casa sotto una riproduzione delle esecuzioni del “3 maggio” di Goya. Nell’estate del 1993 novanta intellettuali furono uccisi dai fondamentalisti islamici in Algeria. Vent’anni dopo è stata la volta del gigante nero e sorridente Awoonor.