Il Cav. nella sede nuova del partito nuovo, tra tartine e dubbi vecchi

“La crisi sarebbe destabilizzante”, ha detto Silvio Berlusconi. Nel giorno in cui inaugura la nuova sede di Forza Italia, in piazza San Lorenzo in Lucina, a Roma, circondato dalla sua corte, dai falchi Denis Verdini e Daniela Santanchè, dalle colombe Angelino Alfano e Mariastella Gelmini, il Cavaliere indossa i panni dello stabilizzatore. Pacato, tranquillizzante, Berlusconi sembra aver deciso – ma chissà – per la strategia dell’indispensabilità: solo facendo pesare la sua quota azionaria dentro il governo di grande coalizione, il Cavaliere può trovare una via d’uscita dal labirinto. Sarà davvero questa la linea? Durerà? Brambilla Scintillanti ambizioni
20 SET 13
Ultimo aggiornamento: 00:58 | 17 AGO 20
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“La crisi sarebbe destabilizzante”, ha detto Silvio Berlusconi. Nel giorno in cui inaugura la nuova sede di Forza Italia, in piazza San Lorenzo in Lucina, a Roma, circondato dalla sua corte, dai falchi Denis Verdini e Daniela Santanchè, dalle colombe Angelino Alfano e Mariastella Gelmini, il Cavaliere indossa i panni dello stabilizzatore. Pacato, tranquillizzante, Berlusconi sembra aver deciso – ma chissà – per la strategia dell’indispensabilità: solo facendo pesare la sua quota azionaria dentro il governo di grande coalizione, il Cavaliere può trovare una via d’uscita dal labirinto. Sarà davvero questa la linea? Durerà? “Abbiamo dato prova di disponibilità straordinaria nonostante quello che sentiamo dire dai signori della sinistra”, ha detto il capo di Forza Italia senza mai replicare a Enrico Letta, il presidente del Consiglio che gli ha indirizzato parole toste (“in Italia non esistono persecuzioni giudiziarie”). All’interno del Castello, tra una tartina e l’altra del catering, concluso il banchetto celebrativo per la nuova sede e il nuovo/vecchio partito, ciascuno degli uomini del berlusconismo offre la sua visione delle cose. E nelle parole dei cortigiani esistono uno, nessuno e centomila Cav. Dunque i falchi, i duri, sostengono che la crisi è dietro l’angolo, che Berlusconi ha ormai deciso di far cadere il governo sull’Iva, ma è al Pd che va addossata la colpa. “Il governo galleggia e basta. Stiamo discutendo dell’aumento dell’Iva, è ridicolo, si tratta appena di un miliardo”, dice al Foglio Giancarlo Galan. Mentre le colombe, i governisti, spiegano che è tutto il contrario. E infatti raccontano questa storia: ricevuti i ministri che il Pdl ha prestato al governo, Berlusconi ieri ha detto loro “andate avanti, non voglio le vostre dimissioni. Voglio che il governo funzioni. Fate un buon lavoro evitando che le tasse aumentino”. Probabilmente hanno ragione i falchi, ma anche le colombe. Il Cavaliere, come al solito, tira tutti i fili, gioca tutti i giochi, e non ha nemmeno intenzione di dirimere il conflitto interno al partito, il confronto serpeggiante che divide il personale politico del “fu Pdl” su chi dovrà controllare la nuova Forza Italia: Santanchè e Verdini o Alfano?