Bernanke mantiene gli stimoli intatti e inaugura la festa di Wall Street

“No taper”. Questa è la sintesi della giornata campale della politica monetaria, quella in cui la Fed di Ben Bernanke ha comunicato che non allenterà il programma di acquisto dei titoli disegnato per sostenere la ripresa economica. Il board della Banca centrale americana ha deciso di non procedere al “tapering”, la progressiva riduzione del Quantitative easing, smentendo le previsioni degli economisti e facendo gongolare gli investitori di Wall Street. Lo Prete Commissariare stanca
18 SET 13
Ultimo aggiornamento: 00:54 | 17 AGO 20
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New York. “No taper”. Questa è la sintesi della giornata campale della politica monetaria, quella in cui la Fed di Ben Bernanke ha comunicato che non allenterà il programma di acquisto dei titoli disegnato per sostenere la ripresa economica. Il board della Banca centrale americana ha deciso di non procedere al “tapering”, la progressiva riduzione del Quantitative easing, smentendo le previsioni degli economisti e facendo gongolare gli investitori di Wall Street. L’indice S&P 500 ha raggiunto un nuovo record subito dopo l’annuncio a sorpresa. Dopo mesi di segnali e indizi intorno al “tapering”, un voto quasi unanime (soltanto un governatore si è opposto) del board ha indicato una linea di continuità con le politiche monetarie interventiste. “Il peggioramento delle condizioni finanziarie osservate negli ultimi mesi, se confermato, potrebbe rallentare il miglioramento dell’economia e del mercato del lavoro”, ha spiegato ieri la Fed, che ancora non è soddisfatta dei risultati che la politica di stimolo ha prodotto: “In accordo con il suo mandato, la commissione cerca di sostenere l’occupazione e la stabilità dei prezzi.
La commissione prevede che, con le appropriate decisioni, la crescita economica migliorerà rispetto al suo andamento recente e la disoccupazione diminuirà gradualmente verso livelli che la commissione giudica compatibili con il suo mandato”. L’economia americana, insomma, non è ancora abbastanza forte per camminare senza la stampella della Fed. E non è pronta nemmeno per la versione prudente che gli osservatori attendevano: un taglio da dieci miliardi di dollari al mese nel programma di Quantitative easing da 85 miliardi. A eccezione di Londra, le Borse europee hanno chiuso in territorio positivo in attesa delle indicazioni, mentre gli indici americani hanno festeggiato, dimenticandosi delle indicazioni negative che arrivano del dialogo fra sordi al Congresso sul budget. La Fed ha annunciato che manterrà i tassi intorno allo zero “almeno fino a quando la disoccupazione sarà sopra il 6,5 per cento”, ovvero, secondo le proiezioni della Fed, fino alla metà del 2014. Ma Bernanke in conferenza stampa ha spiegato che i tassi rimarranno ai minimi pure quando la Fed smetterà di intervenire.
La politica fiscale che “frena la crescita” e i tassi dei mutui hanno suggerito al board di mantenere intatte le politiche straordinarie di stimolo. A convincere la Fed sono stati anche i dati mediocri sulla disoccupazione ad agosto. L’America ha creato 169 mila posti di lavoro, in linea con le stime, e il tasso è sceso al 7,3 per cento, un dato che va messo nel contesto dell’assottigliamento della forza lavoro: soltanto il 63,2 per cento degli americani in età lavorativa ha un’occupazione o ne sta cercando una, mentre il resto del paese ha rinunciato, sopraffatto dalle ristrettezze del mercato. E’ il dato peggiore dal 1978. I falchi della Fed dicono che l’economia pagherà la politica di stimolo in termini di inflazione, ma il tasso è ancora stabilmente sotto il 2 per cento, lontano da quel 2,5 per cento che determinerebbe una svolta verso il tapering. Le colombe, insomma, hanno ampi spazi di manovra, il che depone a favore della nomina di Janet Yellen per la successione di Bernanke a gennaio.
Il Quantitative easing ha gonfiato il mercato e sostenuto un’economia che cresce ancora a ritmi insoddisfacenti, ma diversi osservatori notano che le politiche di stimolo hanno favorito corporation e grandi investitori più che la middle class. I dati pubblicati martedì dal Census Bureau dicono che le entrate medie delle famiglie sono calate per cinque anni consecutivi, mentre i tassi d’interesse ai minimi hanno eroso i risparmi di milioni di pensionati. “Il giudizio sul Quantitative easing sembra destinato a essere incerto, nella migliore delle ipotesi”, ha scritto Michael Casey sul Wall Street Journal.