Democratici contro le leggi “job-killer”

Il sindaco democratico di Washington, Vincent C. Gray, giovedì ha messo il veto a una legge del Consiglio della città che voleva alzare il salario minimo dei lavoratori dagli 8,25 dollari l’ora previsti dalla legislazione cittadina (un dollaro più del minimo federale) a 12,50. “Questa legge è un job-killer”, ha scritto in un comunicato: i grandi store fuggirebbero fuori dai confini della città, sarebbe un danno enorme per l’economia. E’ una scelta “tra avere un lavoro e non averlo”, ha tuittato.
14 SET 13
Ultimo aggiornamento: 15:00 | 6 AGO 20
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Il sindaco democratico di Washington, Vincent C. Gray, giovedì ha messo il veto a una legge del Consiglio della città che voleva alzare il salario minimo dei lavoratori dagli 8,25 dollari l’ora previsti dalla legislazione cittadina (un dollaro più del minimo federale) a 12,50. “Questa legge è un job-killer”, ha scritto in un comunicato: i grandi store fuggirebbero fuori dai confini della città, sarebbe un danno enorme per l’economia. E’ una scelta “tra avere un lavoro e non averlo”, ha tuittato. Negli ultimi mesi l’Amministrazione Obama (fustigata dagli ultraliberal che pensano che la misura sia insufficiente) sta cercando consenso per aumentare il salario minimo federale ad almeno 10 dollari, sospinta dalle proteste e dagli scioperi, sporadici ma diffusi in tutto il paese, dei lavoratori dei fast food. In questo contesto, che il sindaco democratico della capitale federale ponga con solide ragioni il veto a una legge simile a quella che il suo presidente vorrebbe approvare è un fatto notevole (Nello stesso giorno lo stato della California è andato in direzione contraria, aumentando i salari da 8 a 10 dollari).
Il bill di Washington si inserisce solo in parte nella polemica nazionale. E’ una legge circostanziata, chiamata “anti Walmart” perché nata dopo che il gigante della vendita al dettaglio aveva annunciato l’apertura di sei megastore e concepita per colpire solo i grandi operatori non sindacalizzati. Ma è un segnale per l’Amministrazione Obama dato da un’America, anche democratica, che sa che la priorità per far riprendere velocità a un’economia che ancora si muove stentatamente è creare posti di lavoro, e mettere il mercato in condizione di farlo.