Senatus bona bestia
Da oggi il Senato della Repubblica è appena più numeroso, colto e fedele alle ragioni politiche del governo Letta. Oltreché naturalmente a Giorgio Napolitano, che ha nominato ieri quattro senatori a vita di specchiata fama e dovuto rispetto (usa dire così, e nel caso in questione non è poi esagerato, fatte salve le riserve contenute nell’editoriale che segue qui sotto). I due scienziati, Carlo Rubbia ed Elena Cattaneo, l’archistar Renzo Piano e il maestro Claudio Abbado rappresentano nel complesso un degnissimo apparato esornativo, prescelto dal capo dello Stato in omaggio a una pratica polverosa che arieggia fuori tempo massimo l’antica adlectio d’età romano-imperiale.

Da oggi il Senato della Repubblica è appena più numeroso, colto e fedele alle ragioni politiche del governo Letta. Oltreché naturalmente a Giorgio Napolitano, che ha nominato ieri quattro senatori a vita di specchiata fama e dovuto rispetto (usa dire così, e nel caso in questione non è poi esagerato, fatte salve le riserve contenute nell’editoriale che segue qui sotto). I due scienziati, Carlo Rubbia ed Elena Cattaneo, l’archistar Renzo Piano e il maestro Claudio Abbado rappresentano nel complesso un degnissimo apparato esornativo, prescelto dal capo dello Stato in omaggio a una pratica polverosa che arieggia fuori tempo massimo l’antica adlectio d’età romano-imperiale.
Ciò detto è perfettamente lecito, e vano al contempo, lamentarsi, come sta facendo il personale politico berlusconiano, per l’ennesima prova di unilateralismo culturale sottostante alla scelta del Quirinale. In Italia vale ancora il dirimente principio per cui uno di destra proprio no, mai si deve osare elevarlo al rango di senatore a vita, nemmeno quando si voglia escludere dal premio i professionisti dei partiti. A spremersi le meningi con maggior tempra, chissà, forse Napolitano poteva pure pescare un nome accettabile stanziato nella parte sbagliata della storia nazionale. Ma non saremo noi qui a sfogliare un albo d’oro comunque risicato e non soltanto per cause esogene. Escludonsi, va da sé, i condannati per reati fiscali: a quelli tocca la gloria, non il laticlavio fino alla tomba. Volendo aggiornare l’adagio dei padri coscritti d’un tempo: Senatus bona bestia, senatores dexteri autem mali viri.