La condanna di Del Turco e quell'attesa interminabile di giustizia
Ottaviano Del Turco è stato condannato a 9 anni e 6 mesi nel processo che lo vedeva coinvolto riguardante le tangenti nel mondo della sanità abruzzese. La sentenza è stata emessa dal Tribunale collegiale di Pescara dopo oltre quattro ore di camera di consiglio. La richiesta dei pm nei confronti dell’imputato era stata di 12 anni e l’interdizione dai pubblici uffici. A marzo, quando era ancora in attesa di giudizio, Ottaviano del Turco confidò nel corso di una conversazione con il nostro Stefano Di Michele, quanto fosse pesante vivere in attesa della giustizia. "'Per fortuna che sono abituato a guardare le nature morte…', mormora Ottaviano Del Turco. Ce ne sono molte, appese alle mura di questa casa a pochi passi da piazzale Flaminio: melograni aperti che sanguinano e luccicano, cedri accesi, grappoli di uva scintillanti, larghe foglie nell’aria" [continua a leggere l'intervista]

Ottaviano Del Turco è stato condannato a 9 anni e 6 mesi nel processo che lo vedeva coinvolto riguardante le tangenti nel mondo della sanità abruzzese. La sentenza è stata emessa dal Tribunale collegiale di Pescara dopo oltre quattro ore di camera di consiglio. La richiesta dei pm nei confronti dell’imputato era stata di 12 anni e l’interdizione dai pubblici uffici.
Del Turco era accusato insieme all’ex capogruppo Pd alla Regione, Camillo Cesarone, e a Lamberto Quarta, ex segretario generale dell’ufficio di presidenza della Regione, di aver intascato tangenti per 5 milioni e 800 mila euro e per questa vicenda fu arrestato il 14 luglio 2008. Dopo ventotto giorni trascorsi in carcere, Del Turco trascorse poi due mesi agli arresti domiciliari. Tre giorni dopo il suo arresto, il 17 luglio 2008, Del Turco si dimise dalla carica di Presidente di Regione con una lettera inviata all’allora segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni. Le dimissioni di Del Turco portarono allo scioglimento del consiglio regionale abruzzese e al ritorno anticipato alle urne in quella regione.
Al termine della lettura della sentenza, il legale di Del Turco, l’avv. Giandomenico Caiazza, ha parlato di “un precedente assoluto nella storia giudiziaria, una condanna ad una protagonista morale della vita politica istituzionale del nostro paese accusato di aver incassato 6 milioni e 250 mila euro a titolo di corruzione dei quali non si è visto un solo euro”. “Si possono non trovare i soldi – ha proseguito Caiazza – ma si trovano le tracce dei soldi”.Nove ore non sono bastate al legale di Del Turco per spiegare “non che non ci fossero le prove, ma che ci fossero ampie, piene e ricchissime prove della calunnia che un galantuomo come Ottaviano Del Turco ha dovuto subire”.
A marzo, quando era ancora in attesa di giudizio, Ottaviano del Turco confidò nel corso di una conversazione con il nostro Stefano Di Michele, quanto fosse pesante vivere in attesa della giustizia. "Per fortuna che sono abituato a guardare le nature morte…”, mormora Ottaviano Del Turco. Ce ne sono molte, appese alle mura di questa casa a pochi passi da piazzale Flaminio: melograni aperti che sanguinano e luccicano, cedri accesi, grappoli di uva scintillanti, larghe foglie nell’aria, fichi dal colore cupo....[continua a leggere l'intervista]
Del Turco era accusato insieme all’ex capogruppo Pd alla Regione, Camillo Cesarone, e a Lamberto Quarta, ex segretario generale dell’ufficio di presidenza della Regione, di aver intascato tangenti per 5 milioni e 800 mila euro e per questa vicenda fu arrestato il 14 luglio 2008. Dopo ventotto giorni trascorsi in carcere, Del Turco trascorse poi due mesi agli arresti domiciliari. Tre giorni dopo il suo arresto, il 17 luglio 2008, Del Turco si dimise dalla carica di Presidente di Regione con una lettera inviata all’allora segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni. Le dimissioni di Del Turco portarono allo scioglimento del consiglio regionale abruzzese e al ritorno anticipato alle urne in quella regione.
Al termine della lettura della sentenza, il legale di Del Turco, l’avv. Giandomenico Caiazza, ha parlato di “un precedente assoluto nella storia giudiziaria, una condanna ad una protagonista morale della vita politica istituzionale del nostro paese accusato di aver incassato 6 milioni e 250 mila euro a titolo di corruzione dei quali non si è visto un solo euro”. “Si possono non trovare i soldi – ha proseguito Caiazza – ma si trovano le tracce dei soldi”.Nove ore non sono bastate al legale di Del Turco per spiegare “non che non ci fossero le prove, ma che ci fossero ampie, piene e ricchissime prove della calunnia che un galantuomo come Ottaviano Del Turco ha dovuto subire”.
A marzo, quando era ancora in attesa di giudizio, Ottaviano del Turco confidò nel corso di una conversazione con il nostro Stefano Di Michele, quanto fosse pesante vivere in attesa della giustizia. "Per fortuna che sono abituato a guardare le nature morte…”, mormora Ottaviano Del Turco. Ce ne sono molte, appese alle mura di questa casa a pochi passi da piazzale Flaminio: melograni aperti che sanguinano e luccicano, cedri accesi, grappoli di uva scintillanti, larghe foglie nell’aria, fichi dal colore cupo....[continua a leggere l'intervista]