Il governo dello 0-0

L’approvazione in Cdm del decreto legge sul lavoro non è una cattiva notizia. Ma è una piccola notizia: il provvedimento mobilita circa un miliardo e mezzo di euro e si prefigge l’ottimistico obiettivo di rilanciare il lavoro interessando una platea di duecentomila giovani. Non male, ripetiamo, poco però. Di fronte a questo decente palliativo continua invece a rilucere il sostanziale immobilismo del governo Letta in materia di tasse (quelle vere, pesanti e impopolari) e riforme strutturali.
27 GIU 13
Ultimo aggiornamento: 03:34 | 24 AGO 20
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L’approvazione in Cdm del decreto legge sul lavoro non è una cattiva notizia. Ma è una piccola notizia: il provvedimento mobilita circa un miliardo e mezzo di euro e si prefigge l’ottimistico obiettivo di rilanciare il lavoro interessando una platea di duecentomila giovani. Non male, ripetiamo, poco però. Di fronte a questo decente palliativo continua invece a rilucere il sostanziale immobilismo del governo Letta in materia di tasse (quelle vere, pesanti e impopolari) e riforme strutturali.
A voler mettere in fila gli atti più rilevanti dell’esecutivo, si scopre che sulla bilancia del dare-avere pesano più le assenze e i rinvii: l’Imu è ancora materia controversa ed è in sala d’attesa per ricevere una rimodulazione, magari accompagnata da un cambio di nome, in omaggio a una prassi fiscale ben consolidata in Italia; l’aumento di un punto percentuale per l’Iva è stato prorogato di tre mesi e incombe nella nebulosa delle medicine amare non più differibili; la legge elettorale è stata catapultata in una dimensione ucronica, nel senso che si almanacca sulle conseguenze di questo o quel modello senza mettere ancora le mani su quello vigente. In cauda, s’aggiunge il congelamento dell’acquisto di F-35: l’intero dossier militare è vincolato a un’indagine conoscitiva semestrale (compromesso tra Pd e Pdl). Sicuramente ci sfugge dell’altro, ma tanto basta a convalidare la lettura psico-politica del nostro Claudio Cerasa intorno alla vocazione “catenacciara” del governo Letta. Un governo che preferisce le rimozioni alle soluzioni, e che – per rimanere nella metafora calcistica – come può tira il pallone in tribuna per rifiatare e proteggere lo 0-0.