M5s, la macchina da guerra di Casaleggio comincia a perdere pezzi

La cronaca di una crisi annunciata, quello del Movimento 5 Stelle. “Clima da psicopolizia”: così ha commentato l'allontanamento della senatrice emiliana Adele Gambaro la deputata Paola Pinna. A favore dell'espulsione della senatrice (formalmente si rimette al giudizio degli iscritti del blog di Grillo controllato da Casaleggio) 79 parlamentari, contrari in 42, 9 gli astenuti. Ma i retroscena del responso dell'assemblea decisiva, prima annunciata in streaming e poi occultata, fanno emergere un quadro ancora più critico. di Antonio Amorosi Giudici Ecco il vero Casaleggio
18 GIU 13
Ultimo aggiornamento: 16:32 | 13 AGO 20
Immagine di M5s, la macchina da guerra di Casaleggio comincia a perdere pezzi
La cronaca di una crisi annunciata, quello del Movimento 5 Stelle. “Clima da psicopolizia”: così ha commentato l'allontanamento della senatrice emiliana Adele Gambaro la deputata Paola Pinna. A favore dell'espulsione della senatrice (formalmente si rimette al giudizio degli iscritti del blog di Grillo controllato da Casaleggio) 79 parlamentari, contrari in 42, 9 gli astenuti. Ma i retroscena del responso dell'assemblea decisiva, prima annunciata in streaming e poi occultata, fanno emergere un quadro ancora più critico.

Nella preriunione tra senatori, trasmessa in streaming, la Gambaro si è difesa: “Era solo una riflessione critica nei confronti dell'evoluzione del Movimento”. Ma a chi come Enza Blundo la invitava “a chiedere scusa e perdono”, ha risposto negativamente. Il clima era da seduta di autoanalisi con considerazioni a ruota libera e chicche tipo “ma siamo in guerra o in gita?”; una senatrice ha proposto: “Finita questa storia dobbiamo fare una catena umana da Aosta alla Sicilia”; un'altra urlava: “C'è chi sta qua dentro 18 ore al giorno e chi no...”; tra i pochi che hanno provato un'analisi c'era il toscano Maurizio Romani: “Le nostre valutazioni sono sbagliate. Ho detto le stesse cose della Gambaro a Ballarò ma non sono andate in onda. Ma non c'è niente di male. Con la gogna pubblica ci prestiamo a chi vuole farci vedere come incapaci!”

L'ex capogruppo Crimi parla al telefono con Casaleggio da ore, raccontano ai nostri telefoni alcuni senatori. Finita la riunione Romani, ed altri, tra cui Campanella e Cioffi, scortano la Gambaro. I telefoni restano accesi fino a quando si decide se spegnere o no i cellulari per evitare contatti con l'esterno. Vince lo spegnimento. In serata il risultato definitivo e l'espulsione. Ma vengono alla luce tutti e 42, i “dissidenti” con nome e cognome, i più critici sulla linea strategica adottata da Grillo e Casaleggio. Intanto Paola Pinna conferma ai microfoni de La7 che il Movimento si divide in due blocchi, “dissidenti” e “talebani”, questi ultimi fedeli alla linea dei due leader.“Tra di noi ci chiamiamo così, non si sapeva?”, spiega. La deputata Laura Castelli commenta: “Ha fatto una dichiarazione molto grave ora e giorni fa. Ha detto che se dovesse scegliere tra Beppe Grillo e fare le sue dichiarazioni sarebbe come scegliere tra schiavitù e libertà e sceglie la libertà” e chiude: “Se lei non si sente libera vada a casa”. Anche per la Pinna è pronta l'espulsione.

La riunione doveva sancire la condanna della parlamentare di Bologna ma ha fatto emergere tutti i nervi scoperti di un Movimento impreparato e confusionario fino all'isteria. In internet si è già scatenata l'ironia: dopo le “parlamentarie” e le “quirinarie” ecco le “espulsionarie!”. Chi espellere adesso? Grillo, la Gambaro, tutti, tutti e due, nessuno!? Lo psicodramma grillino continua oggi, al mattino. Un risicato gruppo di fedelissimi scende in piazza a Montecitorio in sostegno a Grillo mentre dal blog arriva un attacco a Pippo Civati del Pd definito “cane da riporto”, guidato da Bersani che gli avrebbe dato l'incarico: "Vai e torna con senatori e deputati pentastellati"

Ma la mossa orchestrata dal blog, deviare l'attenzione su un nemico esterno, scricchiola. Così come tutta la strategia del modello Casaleggio, la mente che sta dietro le mosse strategiche del Movimento, la stessa teorizzata e praticata fino all'ossessione dentro la sua vecchia azienda, la Webegg: prendi delle persone senza esperienza, pagale profumatamente, pretendi il lavoro di squadra, il silenzio assoluto e l'esecuzione degli ordini dei capi. Ma la politica è una disciplina molto complessa. Il modello Webegg-Casaleggio con i parlamentari grillini (pagati dagli italiani) non funziona, perde pezzi.
Il gruppo comunicazione che avrebbe dovuto fare da interfaccia tra eletti ed esterno è perso in conflitti, ripicche, inseguimenti ai parlamentari grillini stessi, in un armamentario delirante di rapporti del tutto “scoppiati” a pochi mesi dall'insediamento. “Non si scende da un treno in corsa” urlava un attivista 5 Stelle alla manifestazione di Montecitorio.
di Antonio Amorosi