Draghi zittisce tutti sulla Grecia

Una nuova promozione per la Grecia, dopo quella delle agenzie di rating, è arrivata dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Durante la conferenza stampa di ieri, Draghi ha risposto alle domande dei giornalisti in merito al “mea culpa” del Fondo monetario internazionale sul salvataggio di Atene. Secondo un’informativa interna al Fmi pubblicata dal Wall Street Journal, l’istituzione economica con base a Washington ha ammesso errori di valutazione sul salvataggio, coordinato dalla Troika (Commissione europea, Bce, Fmi), del 2010. Errori da imputare in primis nell’avere concesso il prestito necessario per salvare la Grecia con criteri più laschi rispetto agli standard del Fmi e, in secondo luogo, alle previsioni di crescita, a seguito del salvataggio, rivelatesi sbagliate perché ottimistiche.
7 GIU 13
Ultimo aggiornamento: 17:35 | 8 AGO 20
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Una nuova promozione per la Grecia, dopo quella delle agenzie di rating, è arrivata dal presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi. Durante la conferenza stampa di ieri, Draghi ha risposto alle domande dei giornalisti in merito al “mea culpa” del Fondo monetario internazionale sul salvataggio di Atene. Secondo un’informativa interna al Fmi pubblicata dal Wall Street Journal, l’istituzione economica con base a Washington ha ammesso errori di valutazione sul salvataggio, coordinato dalla Troika (Commissione europea, Bce, Fmi), del 2010. Errori da imputare in primis nell’avere concesso il prestito necessario per salvare la Grecia con criteri più laschi rispetto agli standard del Fmi e, in secondo luogo, alle previsioni di crescita, a seguito del salvataggio, rivelatesi sbagliate perché ottimistiche. Nella querelle si è inserita la Commissione europea che ha rispedito le accuse di errori e incomprensioni a Washington. Draghi non ha abboccato, si è tenuto distante dalle polemiche e, anzi, ha detto che la Bce “non deve fare nessun mea culpa”. Si sta parlando, semmai, ha detto Draghi, di “previsioni sbagliate”, errori da cui imparare perché appartengono alla storia.
Il succo della questione, secondo Draghi, è un altro: “Non possiamo dimenticare che quattro o cinque anni fa, quando si stava discutendo sugli aggiustamenti in corso in Grecia, il clima generale era molto, molto peggiore”. “Ricorderete la paura del contagio e la volatilità molto molto alta – ha detto Draghi – e in un certo modo è allora che la frammentazione dell’euro è cominciata”. “Detto questo – ha concluso Draghi, il quale di rado parla dei singoli stati dell’Eurozona –, perché invece di guardare indietro non guardiamo avanti? E non prendiamo atto degli straordinari progressi compiuti e della rotta positiva intrapresa”. La Bce, insomma, sottolinea la tendenza positiva che emerge dal sofferto percorso greco di risanamento delle finanze che, in futuro, porterà al ritorno sul mercato dei capitali. Il solito piagnisteo che ammorba Atene dev’essere dimenticato, si può dire leggendo tra le righe delle frasi di Draghi perché dei piccoli miglioramenti si vedono. La situazione sociale dopo tre anni di austerità – questo è palese – è ancora critica: la disoccupazione è arrivata al 26,8 per cento. Ma non è certo con la lagna perpetua che si migliorano le cose.