Ora basta perché?

Il Direttore argomenta brillantemente, ma non risolve. In cosa si concreta il suo invito ai magistrati? A valutare politicamente gli effetti dei loro atti? Apparentemente è quello che già fanno. A cambiare la valutazione politica, tenendo conto del contesto e del pensiero di un terzo degli italiani? Ma nella contingenza attuale, con milioni di procedimenti pendenti, il principio di obbligatorietà dell'azione penale si concreta necessariamente nell'adozione dell'etica della convinzione. Il magistrato ha il dovere sacrosanto di fare quel che meglio crede, ha il dovere di essere irresponsabile, e quindi di ignorare ogni altro volere che il suo. E' poco affermare che l'attuale ordinamento "giustifica" i magistrati: li obbliga. Non sarà il caso di lasciar perdere gli appelli, e cambiare ordinamento?