Consultazioni in corso
Maroni: "Faremo un'opposizione di stimolo al governo"
Il leader della Lega Roberto Maroni, al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta, ha dichiarato quella che sarà la posizione del suo partito rispetto al nuovo governo di larghe intese: "Non entreremo nel governo, non siamo interessati a farlo, abbiamo dato a Letta la nostra agenda, che è l'agenda del Nord: attendiamo di sapere se questi punti saranno quelli del programma di governo, in caso contrario staremo all'opposizione, una opposizione concreta, non ideologica e con un rapporto dialettico che punta a risolvere i problemi".

Il leader della Lega Roberto Maroni, al termine del colloquio con il presidente del Consiglio incaricato Enrico Letta, ha dichiarato quella che sarà la posizione del suo partito rispetto al nuovo governo di larghe intese: "Non entreremo nel governo, non siamo interessati a farlo, abbiamo dato a Letta la nostra agenda, che è l'agenda del Nord: attendiamo di sapere se questi punti saranno quelli del programma di governo, in caso contrario staremo all'opposizione, una opposizione concreta, non ideologica e con un rapporto dialettico che punta a risolvere i problemi". Maroni ha indicato a Letta tre punti: macroregione del Nord, il 75% delle tasse del nord rimanga al nord, no allo Stato centralista. Maroni, in quanto Presidente della regione Lombardia ("una regione più grande del Belgio"), non vuole avere come interlocutore a Roma "il ministro per la Coesione territoriale, ma direttamente il Presidente del Consiglio". "A meno di miracoli, staremo all'opposizione ma un'opposizione che collaborerà sul programma, su come affrontare i problemi. Faremo un'opposizione di stimolo al governo", ha sottolineato il segretario della Lega. "Non so se Letta sia ottimista o pessimista, ma l'ho trovato molto determinato e consapevole che il suo tentativo fallisce si va al voto", ha aggiunto.
Poi la critica del leader leghista al Movimento 5 stelle: "I 'grillini'? Peggio della politica della prima Repubblica, quando il manuale Cencelli era la regola. Loro dicono che noi siamo all'opposizione e pretendiamo le poltrone che ci spettano. Giusto, ma fa un po' impressione che loro che si dicono duri e puri mentre noi saremmo i corrotti facciano queste affermazioni", ha proseguito Maroni, conversando con i giornalisti, al termine delle consultazioni.